Grest Romania 2006 – Le Mie Impressioni…

Chi l’avrebbe mai detto? Queste sono le prime parole che ho pensato nel momento in cui sono tornato a casa.

Se qualcuno all’inizio di quest’anno mi avesse detto: “Quest’anno vai in Romania a fare un grest per i bambini rumeni” probabilmente mi sarei messo a ridere. Io che non ho mai nemmeno fatto un grest nel mio paese, e l’unico paese straniero che ho visitato è stato l’Austria; andare fino in Romania e fare 1500km di strada in pulmino, per un grest? Sinceramente non lo avrei mai creduto possibile.

E invece…

Non so che cosa mi abbia spinto veramente a farlo; un po’ per il fatto che avevo l’occasione di intraprendere una bella esperienza, un po’ per fare qualcosa di bello per gli altri, un po’ per semplice curiosità, ma forse, soprattutto, perché avevo l’occasione di vivere questo momento della mia vita accanto a degli amici, alcuni che conosco da sempre, altri che conosco solo da pochi mesi, ma comunque, veri amici.

Decidere di partire non è stato facile, ci vuole tempo per riflettere sulle proprie indecisioni, e una volta superate le proprie paure si pensa a quelle dei propri cari; però alla fine, riflettendo, si capisce che è così un po’ per tutti, e allora se gli altri sono convinti di questa scelta, perché non dovrei esserlo anche io? Alla fine, se si è sicuri del proprio obiettivo, le paure e i problemi si superano senza nemmeno accorgersene.

E così, sabato 5, all’una di notte, dopo la messa, eravamo già in viaggio, io, i miei amici… e la mia chitarra.

Alle due di notte di domenica, dopo 25 ore di viaggio, 6 ore di code, 4 o 5 fermate all’autogrill, e innumerevoli buche, abbiamo varcato il cancello di “Casa Margherita”. E’ una casa molto bella, con parecchie stanze e un ampio cortile nel mezzo del quale c’è un piccolo giardino pieno di fiori. Neanche il tempo di sistemare le valige e preparare i letti, che già tutti dormivamo nei sacchi a pelo. Noi ragazzi eravamo alloggiati nella stanza dei giochi, per l’occasione riadattata a stanza da letto, le ragazze in altre due stanze più piccole e comunicanti tra loro, il don, infine, alloggiava in un’altra stanza da solo.

La mattina abbiamo preparato la zona per il pranzo e la cucina sotto il porticato antistante alla casa e sistemato il materiale per il grest nel piccolo magazzino a lato del cortile. Poi siamo andati a visitare il paese.

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