Alcolismo nei giovani: l’altro punto di vista

Anch’io sono un portatore di handicap. Da quando sono nato sto su una sedia a rotelle. Per questo il disagio giovanile mi sembra la tematica più adatta per dar voce alla mia realtà. Purtroppo lo spazio sul tema handicap era già occupato, ed allora ho voluto scrivere su un altro argomento, che interessa da vicino noi giovani: lo sballo. In particolare, mi voglio occupare dell’alcolismo, a mio avviso, uno dei problemi più sottovalutati tra i ragazzi. Trovo, infatti, che se ne parli sempre poco e che, per questo, sia preso da molti, quasi sullo scherzo. Noto tale comportamento in alcuni miei conoscenti che alzano il gomito un po’ troppo spesso nelle occasioni di festa senza porsi nessun freno. Ciò mi preoccupa, perché denota la loro immaturità e il loro non considerare pericolosa questa forma di divertimento. Molti giovani credono di trovare nell’alcool un modo di svagarsi per non pensare più a niente, per trascorrere una serata all’insegna del buon umore. Ma, basta guardare i telegiornali del lunedì, quando parlano delle stragi sulle strade del fine settimana, per capire quanto ciò sia sbagliato.

Il vizio di bere si presenta, il più delle volte, nei pub, nelle discoteche, quasi sempre in compagnia.

I motivi possono essere molteplici. Per esempio farsi vedere dagli amici per sembrare più forti oppure cercare di dimenticare qualche delusione sentimentale. Tutti, però, denotano una certa debolezza di carattere. Chiaramente quando gli eccessi si tramutano in consuetudine, diventa consigliabile l’aiuto di qualcuno. È risaputo, infatti, che una volta entrati nel tunnel dell’alcolismo, uscirne è molto difficile.

Per la trattazione tecnica, con il termine alcolismo viene definita quella condizione in cui un individuo ingerisce volontariamente una quantità eccessiva di alcool etilico.Tale condotta comincia a mostrarsi, nella maggioranza dei casi, dai quattordici anni in su. Essa comporta una forma di incoscienza temporanea e una difficoltà di ragionamento. Questo tipo di problema si manifesta in due stadi principali: quello acuto e quello cronico. Entrambi sono pericolosi e le manifestazioni successive sono il coma etilico e la cirrosi epatica, vere e proprie forme di tossicomania che possono essere causa di morte precoce. Purtroppo in diverse persone coesistono entrambi gli aspetti di questa malattia. La pericolosità dell’alcool, tuttavia, non risiede solo in simili casi limite.

Personalmente mi sono lasciato andare a questo tipo di esperienza, una sola volta, ad una festa di capo d’anno, quattro o cinque anni fa, quando ho fatto un bel cocktail nel mio fegato mischiando Martini, Vodka e Tequila. Ad un certo punto non ho visto più nulla e nemmeno riuscivo più a capire dove stavo. Mi hanno dovuto accompagnare a casa. Da quella volta prendo alcolici con moderazione e senza mescolamenti, ricordando quei momenti in cui mi sembrava di morire. Proprio per questo credo che sfogare i propri problemi nell’alcool non abbia senso. La forza, per superare le proprie incertezze, bisogna trovarla dentro. Non è necessario farsi condizionare da altre sostanze che possono portare solo ad una dipendenza fisica e mentale.

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