8 Marzo – Giornata Internazionale della Donna

Ai giorni nostri la festa della donna è molto attesa, le associazioni di donne organizzano manifestazioni e convegni sull’argomento, cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi che pesano ancora oggi sulla condizione della donna. Ma è attesa anche dai fiorai, che in quel giorno vendono una grande quantità di mazzetti di mimose, divenute il simbolo di questa giornata, a prezzi esorbitanti, e dai ristoratori, che vedranno i loro locali affollati, magari non sanno cosa è accaduto l’8 marzo del 1908, ma sanno benissimo che il loro volume di affari trarrà innegabile vantaggio dai festeggiamenti della ricorrenza. Nel corso degli anni, quindi, sebbene non si manchi di festeggiare questa data, è andato in massima parte perduto il significato della festa della donna.

Ma qual è quindi il vero significato di questo giorno?

L’origine della festività è controversa.

Una possibilità è che la sua istituzione risalga al 1910 nel corso della II Conferenza dell’Internazionale socialista di Copenaghen; Sarebbe di Rosa Luxemburg la proposta di dedicare questo giorno alle donne.

Ma il movimento operaio e socialista di inizio secolo ha celebrato in date molto diverse giornate dedicate ai diritti delle donne e al suffragio femminile; l’unica data certa è l’8 marzo 1917 (27 febbraio secondo il calendario non riformato) quando le operaie di Pietroburgo (Russia) manifestarono contro la guerra e la penuria di cibo (nell’ambito della rivoluzione di febbraio).

In Italia, nel secondo dopoguerra, la giornata internazionale della donna fu ripresa e rilanciata dall’UDI (Unione Donne Italiane).
Altra ipotesi, molto diffusa è quella che fa risalire l’origine della festa ad un grave fatto di cronaca avvenuto negli Stati uniti, nel 1908 a New York. Alcuni giorni prima dell’8 marzo, le operaie dell’industria tessile Cotton iniziarono a scioperare per protestare contro le condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero proseguì per diversi giorni finché l’8 marzo Mr. Johnson, il proprietario della fabbrica, bloccò tutte le vie di uscita. Poi allo stabilimento venne appiccato il fuoco (alcune fonti parlano di un incendio accidentale). Le 129 operaie prigioniere all’interno non ebbero scampo.
Altri pareri però sostengono che questa storia sia in realtà un adattamento, fatto a fini propagandistici, di un fatto realmente accaduto ma con tempi e modalità leggermente diverse.

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