I Giovani

Volendo esplorare il variegato mondo giovanile sarebbe sicuramente facile imbattersi in mille sorprese, magari non tutte positive, ma ognuna in grado di farci aprire gli occhi su quella che è la realtà contemporanea, osservandola con lo sguardo di oggi.

Non è un caso, che, proprio, nei giovani si riflettano puntualmente le mode e i miti del momento. Non deve, stupire il fatto che essi rappresentino i destinatari principali dei martellanti messaggi pubblicitari, che obbligano l’universo dei consumatori a creare interessi, bisogni o anche semplici passatempi, in rapporto a quelli che sono gli imperativi più aggiornati sulle “ultime novità” di industrie e aziende di servizi.

Resta soltanto da verificare, se le nuove generazioni siano effettivamente soddisfatte da ciò che viene loro offerto nel mondo moderno.

Probabilmente se guardiamo a eventi o manifestazioni che implichino un’esperienza collettiva, non si potrebbe che essere ottimisti sul livello di coinvolgimento, delle masse giovanili, nelle maggiori dispute di interesse nazionale e internazionale. Mi sembra, infatti, che i giovani non perdano occasione per far sentire la loro presenza su questioni di scottante attualità. Ecco perché si trovano in prima linea quando si tratta di esaminare, ad esempio, problemi concernenti la scuola, il lavoro, la famiglia, il confronto multirazziale e religioso, il mantenimento della pace… Ed è appunto nel contesto della visione critica di questi settori, che i giovani intendono ritagliarsi e garantirsi un proprio spazio, ricorrendo a qualunque mezzo di aggregazione consenta loro di esprimersi.

Per quanto paradossale possa apparire; il discorso muta, se, invece, si vanno a considerare i giovani nella loro dimensione individuale, quando non c’è più uno studio televisivo, uno stadio, un’arena a tenerli uniti. Ed è proprio questa dimensione, che mi costringe a riflettere profondamente.

Ho personalmente verificato che, tra i soggetti maggiormente colpiti dalla depressione, vi sono proprio i giovani. Non dovrebbe essere così, considerando l’età.

Di conseguenza, gli effetti delle patologie depressive sono ben visibili nella nostra società: l’affievolimento dell’interesse, l’umore nero, l’insonnia, fino ad arrivare alla comparsa di sentimenti di autosvalutazione. È facile intuire che da questo punto, ad un ulteriore peggioramento, il passo potrebbe essere assai breve, soprattutto nel caso delle personalità più deboli, le quali potrebbero facilmente cadere nel baratro della dipendenza dall’alcool o dalle droghe.

Ecco perché non bisogna perdere di vista i valori tradizionali indispensabili per la formazione e la crescita sana delle nuove generazioni, bisognose di punti di riferimento validi e affidabili.

Di qui, l’esigenza di rimodulare i criteri delle tradizionali agenzie educative, dalla scuola alla famiglia, nella ricerca della serenità e nell’esercizio concreto della solidarietà.

Naturalmente non si tratta di rifiutare il potenziale dei mass-media; il problema è quello di cominciare a sfruttarli sul versante istruttivo, considerando i ragazzi come destinatari privilegiati di un nuovo progetto formativo.

by Giovanni Piana

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