Un Anno di Lavoro per Tre Giorni Memorabili

Ricordo ancora quando un anno e mezzo fa Madre Liliana ci disse: “Per i primi mesi del 2008 stiamo organizzando uno spettacolo teatrale per celebrare il 200°Anniversario della fondazione del nostro ordine Canossiano, volete partecipare come gruppo di Brescia?”.

Ricordo al primo impatto le nostre facce che si guardavano un po’ tra l’incredulo, il colpito e l’indeciso…

Ricordo l’entusiasmo di Valentina per questo progetto affidatoci così un po’ di sorpresa e con così largo anticipo, le sue belle idee per i balletti.

Ricordo le prime riunioni fatte tra di noi per decidere la trama, il soggetto… come muoversi per trovare le persone che ci servivano, il regista, la coreografa…; il primo viaggio a Roma di Vale e Ale, le prime foto con madre Silvana.

Tutto sembrava andare per il meglio.

Ma lo spettacolo era lontano… fuggito il primo periodo d’entusiasmo, svanita l’euforia, coperta dagli impegni di tutti i giorni e dagli altri progetti di uno e dell’altro, le cose sono andate pian piano scemando; fino alla rottura con Vale e, di conseguenza, anche con le altre ragazze, già troppo impegnate con lo studio e con le attività all’oratorio.

Non so il perché, forse le cose vanno così… per colpa, o per destino.

Sta di fatto che il progetto è rimasto nelle nostre mani.

In cinque, Alberto, Max, Sandro, Giorgi e il sottoscritto, tutti maschi e con nessuna esperienza nell’ambito teatrale.

Ma non ci siamo scoraggiati! ormai l’incarico era stato accettato, il soggetto definito, e non sia mai detto che ArgoGiovani pianti in asso un progetto già avviato!

Così ci siamo rimboccati le maniche, ci siamo seduti intorno a un tavolo del Jolly e sera dopo sera ci siamo messi a decidere la trama, le caratteristiche dei personaggi e tutto quanto potesse venirci in mente per rappresentare al meglio la nostra parte.

Solo che questo, lo sapevamo, non era sufficiente; eravamo pochi e avremmo dovuto cercare altri ragazzi e soprattutto ragazze, per aiutarci; a tal proposito, Alberto si è dato un gran da fare, non solo per la stesura del testo vero e proprio dell’opera, ma anche per cercare gente disposta a partecipare con noi a questa cosa.

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