L’Adolescenza

Mutevole, imprevedibile, incerta: l’adolescenza é questa. Un’età di frontiera dai confini sempre più labili, che rischia di divenire interminabile. Oggi più che mai, appare come una “terra promessa”, confusa, annebbiata, inutile ed inutilizzabile, priva di certezze per poterla considerare una meta attraente.

Chi sta scrivendo in questo momento, é una persona qualsiasi, la quale come tutte le persone adulte, ha vissuto in una precisa maniera la pubertà e l’adolescenza, cercando di affrontare, in qualche modo, i vari problemi e le varie difficoltà che spesso, incontriamo lungo il cammino della crescita.

Prima di trattare direttamente alcune questioni, che provocano un diffuso “disagio adolescenziale”, avevo l’intenzione di chiarire determinati aspetti, a mio avviso fondamentali, per farvi capire l’evoluzione umana e problematica, che una persona può raggiungere.

Intorno ai dieci anni, il bambino entra, nella “pubertà”. Un addio all’infanzia mai indolore, visto che porta con sé, un senso di perdita, di rinuncia. Bambini ai quali troppo spesso é stato “rubato” il tempo del gioco e della spensieratezza. Già, perché il mondo non aspetta. Così, in tenera età si ritrovano catapultati nella confusionaria realtà dei “grandi”. Tutto ciò può segnare definitivamente, nel bene o nel male, la giovane mente di un individuo. Il passaggio dalla pubertà all’adolescenza é dettato da bioritmi e cambiamenti comportamentali, fisici; sviluppi che portano i ragazzi a confrontarsi su varie tematiche, per aiutarsi a vicenda, data la poca o, più spesso nulla, esperienza.

Ma, che cosa intendiamo, esattamente, per disagio giovanile? Semplice, i cosiddetti problemi, dubbi esistenziali, le “normali” incertezze che riguardano la nostra crescita. Quindi, concretamente, il non accettarsi fisicamente, l’esasperazione delle situazioni, gli sbalzi d’umore, le repressioni psicologiche per cause esterne, etc.

Sembra molto agevole parlare, esprimere giudizi su queste difficoltà. Sembra facile, istintivo, ci siamo passati tutti. Ma non è così. Per essere in grado di esprimere un giudizio (attenzione non giudicare! C’é differenza) bisogna conoscere bene di cosa si sta parlando!!!

Si potrebbe stare ore intere a parlare dei più svariati argomenti, discutere con psicologi delle motivazioni e delle cause, ma ora come ora non é assolutamente il caso. Penso e spero che quel poco che é stato detto, e forse non troppo bene, possa bastare per introdurre l’argomento.

by Fabio Santangelo

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