CRH “G. Tonini” di Brescia

Ricomincia la nuova stagione.

Non il sequel di un noto telefilm, ma l’attività con il gruppo “Una Luce nella Notte” di Brescia.

Il ritrovo è alle 15:00, in Via Valbottesa, la magnifica residenza canossiana alle pendici del Monte Maddalena. Qui incontriamo tutti i volontari, dopo la pausa estiva. O meglio, quelli che sono rimasti, visto che il numero dei partecipanti è diminuito vistosamente.

Con piacere noto che le sole facce nuove sono alcuni ragazzi di ArgoGiovani, che hanno voluto provare una nuova esperienza. Guardandomi intorno mi accorgo che più della metà dei presenti fanno parte del nostro gruppo o derivati.

Le madri ci presentano, subito, il programma dell’anno.

Vengono mantenuti i quattro ambiti di scelta: disabili gravi, disabili lievi, anziani e tossicodipendenti.

Si prospettano novità, invece, sotto il profilo del momento di riflessione, dove accanto al tradizionale confronto si aggiunge una nuova attività di tipo cognitivo. E’ una specie di proposta formativa per quanto riguarda la capacità di vedere dentro sè stessi, anche con il linguaggio del corpo, riproponendo situazioni banali di tutti i giorni in un contesto nuovo e di più facile comprensione.

Personalmente ci ho capito un gran poco. Ad ogni modo mi fido della persona che guida questo momento di spiritualità, quell’Emanuele Sciarra, cantante al nostro spettacolo “Mica Vendiamo Banane”.

Purtroppo devo far notare che è stato tolto un importante momento di condivisione, come la cena di gruppo, ora un banale pasto al sacco, per lasciar più spazio al momento di preghiera finale.

Una cosa in particolare, però, mi ha fatto pensare parecchio: il tentativo delle Madri di dividere il nostro gruppo, forse perchè troppo numeroso, dal “CRH”. E’ volere di tutti portare avanti questo progetto che abbiamo iniziato quasi tre anni fa. Non c’è alcun motivo per sparpagliarsi, quando il gruppo si sente unito per raggiungere un obiettivo, prima di tutto personale.

2 thoughts on “CRH “G. Tonini” di Brescia

  1. Ciao ragazzi! Un saluto da Verona… mi è arrivata la mail e discretamente anche per tenermi vicina ho visitato il sito, ho visto le foto, già qualcosa mi aveva raccontato Gianluca.

    Sono andata a leggere quello che a me sta più a cuore avendo condiviso il cammino della Luce nella notte dall’inizio e… mi spiace dover sottolineare alcune cose, che mi vengono dal cuore, in risposta a questo articolo. Io credo che vada distinto ma espresso – e questo lo sottolineo – ciò che si pensa da ciò che è la struttura dell’attività, soprattutto per chi, magari, finisce sul sito e non ha partecipato o non viene agli incontri.

    Credo che la lettura di alcune cose sia parziale e non tenga conto di alcune cose. Innanzitutto chi decide di partecipare aderisce ad un’attività pensata su alcuni cardini scelti quali il servizio, la formazione, la preghiera ed il gruppo.

    Il servizio presuppone secondo me che io sì, potendo scelgo ma anche che mi metto a disposizione secondo le necessità,sia dei servizi che dei gruppi in più è una scelta personale ma inserita in un gruppo che la porta avanti le quali referenti sono le madri – non io singolo altrimenti potrei farlo in qualsiasi altro servizio e momento impostandolo come voglio.

    Credo che le madri non abbiano tentato di dividere nessuno così per fare… ma sotto ci sia una qualche motivazione che andrebbe condivisa e spiegata. Anche stare con altra gente e non con i miei soliti amici è segno di maturità nel mettersi in gioco, nel condividere poi quello che è l’esperienza, gli amici… rimangono a mio parere! Non è che si debba fare tutto tutti insieme! Poi certo per l’attività è importante anche dire ciò che ci sembra vada o non vada bene ma c’è modo, sede e tempo di dirlo… perché si creano dei pregiudizi in chi non conosce o non partecipa e non sempre ciò che noi interpretiamo è l’unica versione anzi ci sono più punti di vista a volte validi a volte meno.

    Penso che dovremmo accorgerci di quello che – per essere evangelica – gratuitamente abbiamo ricevuto e così possiamo gratuitamente dare… Noi lo facciamo così? O per nostro vanto?

    Sperando di non avervi annoiato…
    Con affetto Luisa

  2. Ciao Luisa!!! Come va? Spero tutto bene… Anche se un po’ in ritardo, visto che non ti vedo da parecchio tempo, ti faccio l’imbocca al lupo per la strada che hai intrapreso. Mi auguro, comunque, di vederti presto, magari proprio al ritrovo del gruppo “Una Luce nella Notte”.

    Nel frattempo però, mi devi concedere la possibilità di rispondere alle tue considerazioni.

    Vado nell’ordine da te espresso.

    1) Questo sito garantisce libertà di pensiero ed è espressione del “Gruppo ArgoGiovani”, non del gruppo “Una Luce nella Notte”. Quindi vien da se, che, per forza di cose, ogni articolo presenta una lettura dei fatti personale, anche se cerchiamo di essere il più oggettivi possibile. Non c’è nessuna distinzione da fare, perchè ogni articolo è stato scritto e postato per lasciare spazio ai sentimenti, alle sensazioni, alla stessa maniera di come hai scritto il tuo commento. Ricordo, in aggiunta, che è da tre anni che stiamo appuntando la nostra esperienza al “CRH”, presentando comunque anche l’attività del gruppo “Una Luce nella Notte”, la cui struttura credo sia abbastanza comprensibile e oggettiva, anche se non è nostro compito presentarla in questo modo. Credo che chi sia interessato, veramente, a partecipare all’attività, non solo si leggerà quest’articolo, ma anche tutti i 23 precedenti, oltre che contattare direttamente le Madri Canossiane.

    2) Non capisco come tu possa dire che “la lettura di alcune cose sia parziale e non tenga conto di alcune cose”. Prima di tutto non eri presente e non hai potuto sentire quello che ci siamo detti. Abbiamo parlato non poco dell’argomento, discutendo sulle differenti visioni.

    3) Sinceramente non sono d’accordo su quanto dici in seguito. Da quando siamo presenti, le Madri hanno sempre fatto scegliere l’attività preferita da ciascuno. E siccome i ragazzi vogliono partecipare all’attività del “CRH”, non credo ci saranno problemi. Quella che ho scritto nell’articolo è una considerazione che mi ha fatto riflettere, non giudicare o criticare qualcuno. Mi sono sentito di dire quello che pensavo. E questa è la sede opportuna per riportare una frase che mi appartiene. Non penso di mancare di rispetto a nessuno, se sottolineo che diversi ragazzi hanno espresso la preferenza di seguire un’esperienza in comune, che da modo di confrontarsi anche al di fuori del gruppo.

    4) Quello che tu chiami vanto, penso sia la sensazione di soddisfazione che si prova quando si ha fatto qualcosa che piace, a livello materiale come spirituale. Credo che il dare e il ricevere gratuitamente sia, in questa caso, un discorso molto relativo. Penso sia molto più importante il confronto che scaturisce tra due mondi opposti. Mi sto riferendo all’esperienza del “CRH”. Posso dirti sinceramente che quello che mi ha fatto conoscere il gruppo “Una Luce nella Notte” è un grande percorso introspettivo. Non l’avrei scelto se mi fosse stato imposto da qualcuno. Continuo a seguire il gruppo perchè stimo i referenti e apprezzo la loro impostazione. Confrontarsi su alcuni punti mi sembra sacrosanto. E per favore, non dire che fare attività con un gruppo o un altro sia la stessa cosa… In tutti i casi siamo singoli all’interno di un gruppo… E quello che conta è lo spirito del gruppo, condizione difficilmente ripetibile, visto che dipende dalle persone che vi fanno parte, in particolar modo dai responsabili.

    Con questo spero di aver chiarito le tue perplessità.

    A presto. Alberto

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