Testimonianza al Liceo “Veronica Gambara” di Brescia

Liceo “Veronica Gambara” di Brescia.

Eccoci qui, nei pressi dell’ingresso principale dell’Istituto Superiore.

Davanti a noi, un gran numero di ragazze sta facendo ricreazione in cortile. In effetti è l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze natalizie, e già si può respirare l’aria di festa che caratterizza tutto l’ambiente.

Un piccolo gruppo di studenti è in partenza verso una conferenza di Emergency; altre classi, invece, sullo sfondo, si stanno preparando per visitare una mostra cittadina.

Devo ammettere che sono decisamente incuriosito da questo appuntamento, nato quasi per caso, in via telematica.

Colgo subito l’occasione per ringraziare la professoressa Laura Micheletti che ha invitato il nostro gruppo ad intervenire alla conferenza, nonostante, già, altre associazioni dovessero esporre progetti di volontariato.

A pensarci bene, è la prima volta che passo dall’altra parte della cattedra. Io, studente svogliato, ero abituato a presenziare alle conferenze scolastiche in modo molto disinteressato: come fossero una qualunque occasione per saltare lezione. Chi avrebbe detto, solo qualche anno fa, che avrei dovuto personalmente esporre ad uno di questi incontri?

Pensando a ciò, chiedo informazioni riguardo la locazione dell’Aula Magna nell’edificio. Raggiungo il luogo dell’appuntamento con Alberto Fornaciari, Sara Romanella e Giulia Molteni. Saranno il mio sostegno morale. A dire il vero spero riescano a parlare pure loro, quanto meno per darmi il cambio nel momento in cui si discuterà della formazione del gruppo. Una parte abbastanza divertente, perchè di solito lascia molto spazio alle proprie opinioni personali.

Quando entriamo nella sala non c’è ancora nessuno. Sono presenti solo tre ragazze che stanno provando un video. Sicuramente saranno le volontarie, ex studenti di quella scuola, che hanno partecipato all’esperienza in Africa.

Ci stiamo per presentare, quando proprio in quel momento entra la professoressa Micheletti. Finalmente possiamo conoscerci di persona. Vicino a lei, un altro professore, molto simpatico, volontario con le ragazze in Africa.

Purtroppo ci viene spiegato che probabilmente poche persone parteciperanno all’incontro. L’ultimo giorno di scuola è ricco di proposte, e quindi non è richiesta nessuna presenza obbligatoria.

Ci auguriamo, quanto meno, che nell’auditorium ci siano maggiorenni.

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