La Nostra Storia

Nonostante le ampie spiegazioni sulle nostre attività e riunioni, credo che meriti un piccolo spazio di riflessione la storia del gruppo. Giusto per capire i bisogni e le necessità che ci hanno indirizzato nell’ambito socio-culturale.

Il sociale è ritenuto un settore ottimale nel quale confrontarsi con gli altri, per condividere storie ed esperienze. Non solo, questo campo offre la possibilità di misurarsi con dimensioni differenti, dall’egoismo latente e dal menefreghismo quotidiano, che portano a prendere in considerazione punti di vista diversi che superano il limite della falsa apparenza.

La cultura, invece, è un indice formidabile dello stato della realtà odierna. Discutere tra giovani su tematiche di attualità significa affrontare il futuro, comprendere i suoi sviluppi, e, se possibile, tentare di guidarlo verso una via sostenibile prima che sia troppo tardi. L’arricchimento personale in termini di conoscenza è un punto di partenza troppo importante per essere tralasciato.

Queste considerazioni traggono origine dal febbraio 2004, quando un gruppetto di noi si era ritrovato, davanti un aperitivo, a discutere della propria insoddisfazione.

Stanchi di trascinare un rapporto, ormai senza significato, con la compagnia di riferimento, divisa sempre più tra contrasti e conflitti interni, ci siamo domandati il motivo del nostro continuare a seguire passivamente una condizione che non sentivamo più nostra.

Così è sorta l’idea di sperimentare quanto poteva offrire di utile la società alla nostra causa.

Una specie di caccia alla felicità per trovare stimoli di realizzazione personale.

Passare sempre i nostri pomeriggi, le sere, al bar, non bastava più.

Volevamo condividere qualcosa, un obiettivo, un fine, come lo era stato l’amicizia a suo tempo.

Così provammo a pubblicare un giornale, fra il dicembre 2004 e il gennaio 2005, dal nome “Mosquito”, che trattava come argomento il disagio giovanile nei suoi molteplici aspetti (i cui articoli, fra l’altro, sono sono stati inseriti in una apposita sezione del sito).

Mosquito, già. Come una zanzara volevamo dare fastidio alle consuetudini forti, quelle che portano a considerare l’esistenza una forma individualistica della propria identità.Per questo volevamo legarci all’ambito dei diversamente abili, per trovare nella differenza lo stimolo all’unione.

Tuttavia non siamo mai stati in grado di realizzare una vera iniziativa.

Nonostante l’impegno, non solo ci siamo scontrati con la dura realtà dell’indifferenza da parte delle persone da reclutare come volontari, ma anche con la filosofia degli stessi disabili che ragionavano in modo diametralmente opposto il nostro.

Così, tra mezze idee e fantasie, è arrivato il settembre 2005, quando, quasi per scherzo, abbiamo partecipato ad una riunione organizzata dal gruppo Argo di Soncino, gruppo culturale dedito ad informare e a trattare questioni di attualità.

Il loro progetto partiva dal presupposto del non interesse giovanile.

L’iniziativa comprendeva dibattiti e confronti per garantire la partecipazione di tanti ragazzi ad eventi che potessero suscitare passione e solidarietà.

Convinti dalle finalità, siamo partiti in quest’ottica.

Ma, la prima esperienza di ArgoGiovani non fu, poi, così semplice.

Tantissime idee contrapposte cercavano approvazione, per realizzare qualcosa di tangibile.

Fortunatamente, dopo proposte di feste mondane, concerti, partite di beneficenza, riuscimmo a concentrarci su un obiettivo specifico: “la Casa dei Bambini” di Brescia, struttura privata ospitante bimbi gravemente malati, costretti a spostarsi dal loro territorio di origine, per cercare cure più efficaci in ospedali avanzati come quelli bresciani.

Ma le cose non andarono per il verso giusto.

Diciamo pure che il nostro primo progetto, sebbene ricco di volantinaggi, riunioni e costante impegno non è andato a buon fine. Troppe incomprensioni hanno dominato il rapporto con i dipendenti e volontari di quella struttura.

Ciò provocò amarezza all’interno del gruppo, e per molti il disappunto si tramutò in distacco. Fatto sta che alla riunione del 5 gennaio 2006, dei 20 componenti soliti, ne rimasero solo 5.

Fortunatamente, però, nella stessa sera quei 5 (Massimiliano Bordiga, Alberto Giorgi, Alberto Marizzoni, Alessandro Martinelli e Bruno Zanotti), incontrarono 2 ragazzi interessati a portare avanti un progetto simile (Valentina Crotti e Luca Legrenzi).

Così si arrivò al 10 gennaio 2006, data della nostra fondazione ufficiale dell’attuale gruppo.

Abbiamo voluto mantenere il nome per rispetto verso quell’ideale di coinvolgimento giovanile sempre presente nel gruppo.

Nel contempo, però, abbiamo anche deciso di cambiare leggermente ambito di competenza, rivolgendoci strettamente verso volontariato e beneficenza nella loro matrice culturale.

Chi scrive, ha trovato la formula perfetta per un movimento in grado di coinvolgere tutti i componenti in un disegno completo che porti a coniugare sentimenti di amicizia, amore e divertimento con la logica dell’altruismo.

La speranza è di continuare il cammino senza defezioni, con l’augurio di tante nuove partecipazioni per appoggiare un percorso, che ha già cambiato, almeno, il nostro piccolo mondo.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>