Come sono entrato a far parte di ArgoGiovani

Scritto mercoledì 24 maggio 2006 da Bruno Zanotti. Letto 443 volte.

E’ successo per caso, una sera, ero li e stavo giocando al pc, uno dei miei momenti di svago dopo il lavoro, ad un tratto, entrò in camera mia il mio amico Alberto; ero talmente concentrato sul gioco del pc che non avevo sentito nemmeno suonare il campanello del citofono, e così, gli aveva aperto mia madre.

Era venuto per parlarmi, mi disse che un gruppo di suoi amici, assieme ad altri ragazzi di Soncino, si riunivano durante la settimana per discutere e ideare dei progetti, mi disse che volevano preparare incontri, dibattiti, ecc…

Alberto mi chiese se avevo intenzione di partecipare anche io a qualche riunione, ma, così su due piedi, gli dissi che ci avrei pensato, anche perché effettivamente non avevo capito molto bene quale fosse il fine del loro gruppo.

Il giorno dopo, su insistenza di Alberto, decisi di accettare l’invito e di partecipare alla riunione che si sarebbe tenuta di li a qualche giorno a Soncino, anche solo per dare un’occhiata; a dire la verità lo feci più per la mia amicizia con Alberto che per reale interesse verso quel gruppo, inoltre ero anche curioso di vedere in che cosa consistesse realmente questo incontro.

Nei primi minuti della riunione compresi che i ragazzi avevano in mente numerose cose da fare, fra le tante la principale era quella di organizzare una sottoscrizione a premi per poi poter devolvere il ricavato in beneficenza.

Durante la riunione fui veramente contento, e anche un po’ meravigliato, di vedere questi ragazzi e ragazze che proponevano idee e spunti sul come raggiungere al meglio il loro obiettivo.

Nel tragitto di ritorno mi convinsi. Avevo avuto un’ottima impressione di quel gruppo e decisi, che senza ombra di dubbio da ora in avanti alle loro iniziative avrei partecipato anche io.

Nelle prime riunioni, ad ognuno di noi venivano affidati dei compiti da fare, c’era chi doveva andare in comune per chiedere informazioni o ritirare dei moduli, chi doveva contattare i giornali locali, chi sentire le associazioni di volontariato… e poi, alla successiva riunione ognuno presentava il “resoconto” di quello che aveva fatto e si decideva sul passo successivo.

Riuscimmo a trovare una associazione (che già altri componenti del gruppo conoscevano) al quale devolvere l’incasso della lotteria di beneficenza, e ci mettemmo d’accordo per organizzare un incontro informativo con i volontari di questa associazione.

Era quasi Natale, e il tutto procedeva piuttosto bene, seppur con qualche intoppo a causa di lungaggini burocratiche. Nell’ultima riunione prima di Natale era stato deciso che la lotteria sarebbe stata lanciata intorno a metà Febbraio per poi effettuare il sorteggio intorno a Pasqua. Tutto sembrava più o meno in ordine ma durante le vacanze Natalizie ci furono dei problemi con l’associazione che avevamo contattato e da quanto eravamo riusciti a sapere la cosa era piuttosto grave e quindi, molto probabilmente della lotteria non se ne sarebbe fatto più niente.

Alla data fissata per la riunione dopo le feste natalizie ci ritrovammo solo in cinque… tutti e cinque di Orzinuovi, tutti e cinque ragazzi che si erano uniti al gruppo in un secondo momento.

Ero veramente demoralizzato… mi era sembrato che i ragazzi del gruppo fossero veramente interessati al progetto che avevamo in mente di raggiungere, ed invece ad un primo problema un po’ serio si erano dileguati, non volevano più saperne… il viaggio degli ArgoGiovani era praticamente finito ancora prima di cominciare.

Tornando a Orzinuovi però ci arrivò una telefonata, era Max.

Ci disse che lui si trovava all’oratorio Jolly di Orzinuovi assieme a due suoi nuovi amici: Luca e Valentina; ci disse che gli aveva parlato del gruppo e che loro erano interessati a parteciparvi, inoltre altre tre ragazze di loro conoscenza forse si sarebbero unite al gruppo.

Non so come poter descrivere questa cosa, sta di fatto che in una sera ci eravamo sciolti e rifondati, il tutto nel giro di un’ora, ed io, non dovrei nemmeno fermarmi a scriverlo, ne fui veramente molto contento.

Nel giro di una settimana o poco più ci fu la prima riunione a Coniolo (visto che di Soncino non era rimasto più nessuno era stato deciso di tenerla in un paese più vicino).

Spiegammo in poche parole gli obiettivi e l’idea del nostro gruppo ai nuovi arrivati e in breve tempo si unirono altre persone.

Ci fu la nostra prima partecipazione come gruppo a: “Una luce nella notte”, bellissima iniziativa delle madri Canossiane di Brescia, e alla quale già partecipavano alcuni dei nuovi arrivati, ci furono i primi contatti con varie associazioni e con lo SVI e poi, successivamente, i dibattiti con i loro volontari…

Insomma, la nave degli ArgoGiovani era salpata, è vero, aveva incontrato fin troppo presto un po’ di mare in tempesta, e aveva perso un po’ di gente al suo seguito, però non era bastata un po’ di pioggia e qualche raffica di vento per impedire alla nave di riprendere la rotta, recuperare altri naufraghi e ripartire di nuovo, verso il suo grande obiettivo!

Ogni tanto penso: “Certo che se quel giorno d’inverno non fosse venuto a casa mia Alberto con quell’idea su ArgoGiovani, la nave, forse, si sarebbe già arenata su qualche scoglio”.

2 commenti a “Come sono entrato a far parte di ArgoGiovani”

  1. Alberto Giorgi dice:

    Grande Bruno!
    La mia esperienza in Argo è molto simile alla tua, quasi quasi uno di questi giorni mi metto anch’io a stendere la mia versione…
    ciao!

  2. Alberto Marizzoni dice:

    Ti ringrazio davvero per avere nominato la mia persona e la nostra amicizia nel pensiero. Credo sia davvero importante conoscersi all’interno del gruppo, perchè ognuno ha qualcosa da dire, una storia da raccontare.

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