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	<title>ArgoGiovani &#187; Alessandro Martinelli</title>
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	<description>Il Weblog del gruppo socio-culturale Argo Giovani</description>
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		<title>Uguali nella diversità</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 12:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Martinelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nessuna persona, fisicamente sana o ammalata, riesce a sfuggire al dolore…, fisico o morale…, interno o esterno… che sia tale persona innocente o colpevole.
Proviamo a valorizzare questa sofferenza, a darne un senso.
Non mettere in evidenza le diversità, che indubbiamente esistono, ma scoprire come abbattere le barriere che noi stessi costruiamo e attraverso la comprensione dell&#8217;importanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nessuna persona, fisicamente sana o ammalata, riesce a sfuggire al dolore…, fisico o morale…, interno o esterno… che sia tale persona innocente o colpevole.</p>
<p>Proviamo a valorizzare questa sofferenza, a darne un senso.</p>
<p>Non mettere in evidenza le diversità, che indubbiamente esistono, ma scoprire come abbattere le barriere che noi stessi costruiamo e attraverso la comprensione dell&#8217;importanza dello stare insieme perchè e&#8217; quando ci divertiamo che accogliamo con gioia le difficoltà e siamo piu&#8217; propensi a metterci in gioco per superarli; infatti….<span style="text-decoration: underline;"> problemi insormontabili non trovano ostacoli se superati insieme, con amore</span>.</p>
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		<title>Gioventù Alcolizzata</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jan 2011 13:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Martinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[Trovo, che se ne parli sempre poco e che, per questo, sia preso da molti, quasi sullo scherzo.
Oggi malgrado la crisi economica,  i giovani hanno tutto a livello materiale, non hanno pensieri come il lavorare per mantenersi, perciò vivono per se stessi ed essendo vuoti i valori si sentono molto infelici e il loro unico pensiero e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo, che se ne parli sempre poco e che, per questo, sia preso da molti, quasi sullo scherzo.</p>
<p>Oggi malgrado la <strong>crisi economica</strong>,  i giovani hanno tutto a livello materiale, non hanno pensieri come il lavorare per mantenersi, perciò vivono per se stessi ed essendo vuoti i valori si sentono molto infelici e il loro unico pensiero e il divertirsi, quindi avendo un pensiero distorto sul divertimento pensano di raggiungerlo bevendo&#8230;..droga&#8230;discoteca&#8230;..sesso.</p>
<p>La colpa è maggior parte dei genitori che dovrebbero essere piu severi ed invece concedono tutto.</p>
<p>Noto tale comportamento in alcuni miei conoscenti che alzano il gomito un po’ troppo spesso nelle occasioni di festa senza porsi nessun freno. Ciò mi preoccupa, perché denota la loro immaturità e il loro non considerare pericolosa questa forma di divertimento. Molti giovani credono di trovare nell’alcool un modo di svagarsi per non pensare più a niente, per trascorrere una serata all’insegna del buon umore. Ma, basta guardare i telegiornali del lunedì, quando parlano delle stragi sulle strade del fine settimana,basta vedere tutto quell’ammasso di lamiere accartocciate come lattine di coca cola, per capire quanto ciò sia sbagliato. E’ brutto quando si sbaglia non poter tornare indietro.</p>
<p>Il vizio di bere si presenta, il più delle volte, nei pub, nelle discoteche, quasi sempre in compagnia. I motivi possono essere molteplici; per esempio farsi vedere dagli amici per sembrare più forti oppure cercare di dimenticare qualche delusione che la vita ci dà. Tutti, però, denotano una certa debolezza di carattere. Chiaramente quando gli eccessi si tramutano in consuetudine, diventa consigliabile l’aiuto di qualcuno. È risaputo infatti che una volta entrati nel tunnel dell’alcolismo, uscirne è molto difficile.</p>
<p>Per carità, ognuno può affrontare la notte che “scende” nel modo che più gli pare.</p>
<p>Tanto….. il lunedì mattina ci sono sempre i moralisti che sanno sempre cos’è giusto,e sembra che ci provan gusto a giudicare. Sembra che tutti hanno in mano la risposta,ma sono solo dei finti perbenisti…..niente giudizi per questi ragazzi, sono figli di questo tempo,che non ha tempo per le morali, sono ragazzi normali, figli di questa società malata, di una guerra che fa vittime giovani, sacrificate al “<strong>Dio degli inganni”.</strong></p>
<p>Non centra la chiusura dei locali, la vendita di alcolici ai minorenni……</p>
<p>Di fronte a queste cose, io non ho risposte; ho soltanto tanta, ma tanta rabbia nel vedere molta gente che butta via la propria vita in questo modo.</p>
<p>Penso che senza Dio la vita diventi uno squallido gioco d’istinto, un banale bene di consumo. Di qui la noia, l’inquietudine, la droga, l’alcol, il sesso e il divertimento sfrenato.</p>
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		<title>Un viaggio in Terra Santa non ha prezzo</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jan 2010 20:59:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Martinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[terra santa]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>

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		<description><![CDATA[Una speciale Stella cometa viaggiava nel cielo atterrando nella notte di Tel-Aviv, carica di speranze e di curiosità. Eccoci arrivati  in Terra Santa,una terra che ha visto la vita e il mistero di Gesù Cristo, eccoci arrivati nel cuore (ferito) del mondo. Non c’è città al mondo che riunisca tante fedi diverse,  non c’è città [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una speciale Stella cometa viaggiava nel cielo atterrando nella notte di Tel-Aviv, carica di speranze e di curiosità. Eccoci arrivati  in <strong>Terra Santa</strong>,una terra che ha visto la vita e il mistero di Gesù Cristo, eccoci arrivati nel <strong>cuore </strong>(ferito) del mondo.<strong> </strong>Non c’è città al mondo che riunisca tante fedi diverse,  non c’è città al mondo che le mantenga così divise.</p>
<p>Come il Signore ha detto: “chi vuol venire dietro a me prenda la sua croce e mi segua”. Non è un discorso romantico di venti  secoli fa. E’ il nostro pane quotidiano, quando il Signore dice: “non abbiate paura. Io sono con voi fino alla fine del mondo”. E’ lui il solo capace di darci la sua pace che il mondo non può dare, che  il conflitto non può dare, che i muri non possono dare, che la ricchezza non può dare. Lui ci dà la sua pace. Una pace interna, una serenità interna, una fede  che dice che la vittoria arriverà un giorno, che la pace arriverà, che la giustizia arriverà, che non dobbiamo mai avere paura.</p>
<p>Tutto ci rimanda  al Vangelo, a prendere seriamente le parole del Signore. Nei momenti difficili per la chiesa di Gerusalemme, per voi, per le famiglie e per i nostri malati, nei momenti difficili tocca a noi ricordare le sue parole, ritornare sempre il Vangelo, quando il Signore ha detto: “Non abbiate paura io sono con voi fino alla fine del mondo”. Ma spesso noi dimentichiamo queste parole. Se noi abbiamo ancora l’entusiasmo, il coraggio, l’ottimismo di lavorare, di amare, di accogliere non è tanto per le condizioni socio politiche che viviamo che sono drammatiche. Se ancora c’è speranza e gioia di vivere è perché qualcuno ha detto “vi amo, non abbiate paura, vi amo”. Nei momenti difficili dobbiamo tutti ricordarci delle sue parole: “Vi amo tali e quali con la vostra miseria umana con la vostra ricchezza con la vostra sofferenza con le vostre cadute”.  Visitando questa città siamo passati nelle strette stradine dove <strong>Lui </strong>prima di noi tutti è caduto e si è alzato e ha continuato a camminare. Chi di noi non ha vissuto la stessa storia? Chi di noi non è caduto una due tre quattro volte?  Chi di noi non è chiamato come lui ad alzarsi con forza con gioia ottimismo?</p>
<p>Però il peggio è andare avanti verso il Golgota. Andare avanti avanti avanti verso sofferenza Golgota, morte. Dopo, dopo arriverà la risurrezione! Arriverà la gioia, la giustizia in questo mondo. Ma tutto è dopo. Intanto è una via crucis che non mi sembra avere fine prossima. Vedendo la politica, vedendo le promesse vedendo la situazione non finirà presto.</p>
<p>Giorno dopo giorno i nostri occhi si riempivano sempre più di stupore e di incredulità,ma anche di tristezza,in quanto consapevoli che si avvicinava presto il giorno di ripartire. La forza che ti avvolge è imparagonabile, è indescrivibile, porta anche chi non crede a rivedere il suo <strong>non credo. </strong>Non volevamo più allontanarci da quel posto,ma purtroppo, con gli occhi pieni di lacrime, è arrivato il giorno tanto odiato, di salutare quella Terra, ma il nostro era solo un <strong>arrivederci. </strong>Ci siamo allontanati solo fisicamente, ma non col cuore……<strong></strong></p>
<p>La speciale Stella cometa è ritornata da dove è partita, e cioè all’aeroporto di Malpensa carica di gioia e di appagamento, e anche di molti occhi pieni di lacrime.</p>
<p>Che cosa mi ha colpito di più del nostro pellegrinaggio? In verità,in verità vi dico……non c’è una cosa che mi ha colpito in particolare: non posso fare una <em>hit parade,</em> ripercorrere le strade che ha percorso Cristo durante la sua vita terrena……beh!Non ci sono parole per descrivere la gioia che si prova nel cuore, gioia che non ti fa sentire per niente la stanchezza.</p>
<p>Un viaggio nella terra Natale di nostro Signor Gesù Cristo ha un valore inestimabile, vale più di tutto, più delle notti insonni che ti fa passare il tuo compagno di stanza russando, più della stanchezza fisica che ti senti quando alla fine della giornata vai a letto e non hai neanche la forza di parlare,più di tutte le ore di attesa in aeroporto sperando che annuncino il tuo volo, più di tutto l’oro di questo mondo</p>
<p>Siamo tornati da poco e ora il compito che ci è stato affidato da Gesù è di diffondere la nostra esperienza, e di stimolare chi ci circonda trasmettendo il forte desiderio di viverla. <strong></strong></p>
<p>Ora posso dire: <strong>Anch’io c’ero</strong>!</p>
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		<title>Dio? Non c’è posto per lui!</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 16:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Martinelli</dc:creator>
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		<category><![CDATA[fede]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi, cerchiamo di confinare il Signore per la Domenica , nella nostra Chiesa&#8230;Forse, la Domenica sera&#8230;E, nell&#8217;eventualità molto improbabile, di una funzione intersettimanale.
Però ci piace averlo intorno quando ci sono malattie&#8230;E naturalmente durante i funerali. Comunque, non abbiamo tempo, o spazio per Lui durante il tempo del lavoro o di svago&#8230; Perchè Quelle cose fanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, cerchiamo di confinare il Signore per la Domenica , nella nostra Chiesa&#8230;Forse, la Domenica sera&#8230;E, nell&#8217;eventualità molto improbabile, di una funzione intersettimanale.<br />
Però ci piace averlo intorno quando ci sono malattie&#8230;E naturalmente durante i funerali. Comunque, non abbiamo tempo, o spazio per Lui durante il tempo del lavoro o di svago&#8230; Perchè Quelle cose fanno parte della nostra vita, dove noi pensiamo che possiamo, e dobbiamo farcela da soli.</p>
<p>Perchè ci sentiamo assonnati mentre stiamo in chiesa e appena usciti siamo cosi desti? Perchè è cosi difficile parlare di Dio mentre è cosi facile parlare di cose scabrose? Perchè è cosi noioso leggere una rivista Cristiana mentre è cosi facile leggere robaccia? Perchè le chiese diventano sempre meno mentre i pub e ritrovi notturni diventano sempre più numerosi?</p>
<p>Non è strano come la gente possa scartare Dio e poi chiedersi come mai il mondo sta andando a rotoli? Non è strano che alcune persone possono dire “Io credo in Dio” ma ciò nonostante seguire Satana (che, guarda caso, anche lui “crede” in Dio)? Non è strano che io posso avere più paura dell&#8217;opinione che hanno gli altri su di me di quella che ha il Signore?</p>
<p>Possa, il Signore, perdonarmi per aver potuto pensare che c&#8217;è un tempo o luogo dove LUI non deve essere al PRIMO posto nella mia vita. Dobbiamo avere il tempo di ricordare tutti ciò che LUI ha fatto per noi. Gesù disse: “Se ti vergogni di me, Io mi vergognerò di te davanti al Padre mio.&#8217;<br />
Io amo il Signore.LUI è la sorgente della mia esistenza e mio Salvatore.Posso far fronte a tutte le difficoltà perchè Cristo me ne da la forza. <em>(Filippesi 4,13)</em></p>
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		<title>Vedere con gli occhi del cuore</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 16:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Martinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[handicap]]></category>

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		<description><![CDATA[Occorre dire che tutti noi (e con tutti dico proprio tutti, nessuno deve sentirsi escluso), chi piu chi meno ha degli handicap; perché non bisogna pensare che se una persona cammina e vede è perfetto…..anzi…..
Certo! Non v’è ombra di dubbio che l’handicap di non deambulare o l’handicap visivo, è veramente un grosso ostacolo, ma……come si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Occorre dire che tutti noi (e con tutti dico proprio tutti, nessuno deve sentirsi escluso), chi piu chi meno ha degli handicap; perché non bisogna pensare che se una persona cammina e vede è <strong>perfetto</strong>…..anzi…..</p>
<p>Certo! Non v’è ombra di dubbio che l’handicap di non deambulare o l’handicap visivo, è veramente un grosso ostacolo, ma……come si dice: gli ostacoli sono fatti per superare, e non per FARCI SUPERARE da essi.</p>
<p>Gli “ostacoli” servono per farci maturare,sia noi, che quelli che ci stanno vicino.</p>
<p>Ci sono veramente tante persone che si “nascondono” dietro la propria “malattia”, la usano come strumento di DIFESA, ma soprattutto di OFFESA nei confronti di quelli che gli stanno attorno….INVECE NO!!! La propria “disabilità”,per tanto grave che sia, deve essere strumento di CONFRONTO, in quanto ognuno di noi ha sempre qualcosa da imparare e da dare all’”altro”..</p>
<p>Bisogna arrivare a capire che non servono le gambe per camminare o non servono gli occhi per vedere…….SERVE IL CUORE.</p>
<p>Ognuno di noi dentro di sé ha un TALENTO, qualcosa di prezioso,stà a noi scoprirlo e metterlo a disposizione degli altri, perché se tu hai qualcosa e non la trasformi in dono, presto ti deluderà</p>
<p>“Gratuitamente ci è stato dato e gratuitamente noi dobbiamo dare agli altri”.</p>
<p>Bisogna essere noi un “problema” per i nostri problemi, ricordando che Dio ci ama per come siamo interiormente, e non se siamo belli,sani e forti.</p>
<p>Ragazzi……quando riusciremo a capire che nessuno è <strong>perfetto</strong> (Cristo ci chiede di essere perfetti solo <strong>nell’amare)</strong>, e soprattutto che per ogniuno di noi Dio ha un suo progetto di vita….e quando (cosa più difficile) riusciremo ad <strong>accogliere </strong>dentro di noi questo suo progetto… <strong>beh! Allora ci sarà molta, ma molta più felicità in questo mondo!</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Facciamo un albero di Natale a modo mio</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 13:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Martinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[natale]]></category>

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		<description><![CDATA[In ogni Santo Natale,Signore faccio un bell&#8217;albero dentro il mio cuore e attacco, invece dei regali, i nomi di tutti i miei amici, gli amici lontani e gli amici vicini. I nomi di tutti i miei amici che sono passati e sono presenti nella mia vita.
Un albero con radici molto profonde affinché i loro nomi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In ogni Santo Natale,Signore faccio un bell&#8217;albero dentro il mio cuore e attacco, invece dei regali, i nomi di tutti i miei amici, gli amici lontani e gli amici vicini. I nomi di tutti i miei amici che sono passati e sono presenti nella mia vita.</p>
<p>Un albero con radici molto profonde affinché i loro nomi non escano mai dal mio cuore, un albero dai rami molto grandi, perchè i nuovi si uniscano ai già esistenti.</p>
<p>Un albero con un&#8217;ombra molto accogliente affinchè la nostra amicizia sia un momento di riposo durante le prove della vita.</p>
<p>Che possiamo vivere la gioia rinnovata di sentirci amati e di contagiare la nostra capacità di amare.</p>
<p>E&#8217; il mio augurio fatto preghiera</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Amore &#8220;dentro&#8221; o &#8220;fuori&#8221;?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 13:25:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Martinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>

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		<description><![CDATA[“…..prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, in salute e malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita……finche morte non ci separi”.
P. S: “a patto che tu non perda la tua bellezza fisica”.
Lo so! E’ bruttissimo da dire, ma è così.
Oggi la stragrande maggioranza dei matrimoni è basata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“…..prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, in salute e malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita……finche morte non ci separi”.</p>
<p>P. S: “a patto che tu non perda la tua bellezza fisica”.</p>
<p>Lo so! E’ bruttissimo da dire, ma è così.</p>
<p>Oggi la stragrande maggioranza dei matrimoni è basata sul sesso, sull’attrazione fisica, si guarda l’estetica e non l’etica di una persona, si tende a salvare l’apparenza, si tende alla soddisfazione del corpo e non dell’anima.</p>
<p>Non si pensa più alla sacralità del giorno del matrimonio</p>
<p>L’amore vince ogni desiderio e ogni tentazione di possesso  L&#8217;amore non ha niente a che vedere con il sesso, quando uno si sposa il piu delle volte è attratto dalla persona ce passione si fa sesso, secondo me, l&#8217;amore lo si vede dopo e si costruisce insieme</p>
<p>Il sesso è una debolezza dell&#8217;uomo ed il piu delle volte è egoismo,quindi non ti sazia mai, solo con l&#8217;amore ci si nutre, noi siamo esseri che abbiamo bisogno di amare ed essere amati, amare veramente significa saper perdonare e soffrire</p>
<p>La felicità non sta nell’essere amati: può creare solo soddisfazione e vanità. La felicità è nell’amare</p>
<p>L’uomo è creato per imparare ad amare Dio e il prossimo, ma l’amore è dono di sé, quindi l’amore è anche sacrificio, è libertà conquistata, è presenza di Dio, perché ogni amore vero deve farci assomigliare di più a Dio che è Amore. Purtroppo l’uomo ha deviato, ha fatto un’opzione contraria: l’amore è diventato istinto, libertinaggio, narcisismo, sfruttamento, sensazione senza riferimento alla profondità interiore dell’uomo, anche perché La vita di un uomo non dipende da quanto ha, ma da quanto dà; non da quanto possiede, ma da quanto ama.</p>
<p>Amare vuol dire farsi umili, mettere il primo pensiero nel servire: è grande chi serve, chi dona, chi si consuma, chi capisce nel mistero senza aspettarsi alcuna ricompensa. La fedeltà totale è la prova dell’amore</p>
<p>E’ sempre un altro a darci la sola certezza di cui abbiamo bisogno, quella d’essere e di valere qualcosa: “Tu mi ami, dunque esisto”.</p>
<p>Ognuno cerca la mano del/la compagno/a e dice: Io sono, tu sei, noi siamo perché l’altro gli faccia da specchio e gli dica: Io sono, tu sei, noi siamo</p>
<p>Amare vuol dire “com’è bello per me che tu esista, e con la tua presenza accanto a me mi renda felice”, per amare occorre essere capaci di rinunciare a se stessi</p>
<p>Nulla e niente è difficile per due persone che si amano veramente dal profondo del cuore, perché il vero amore non fugge di fronte ai problemi: li affronta,e affrontandoli diventa sempre più solido.</p>
<p>Una persona <strong>ama </strong>solo se percepisce di essere <strong>amata, </strong>l’amore che dona deve essere generoso e lieto “perché Dio ama chi dona con gioia ”</p>
<p>E’ ovvio che questo richiede grandi sacrifici e responsabilità, ma è così che si ama, e non in modo irresponsabile e immaturo, per gioco….come si fa oggi.</p>
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		<title>Giovani allo sbando: a chi dare la colpa?</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 16:45:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Martinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>

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		<description><![CDATA[Penso proprio che sia arrivato il momento di finirla con questi luoghi comuni,penso proprio che sia arrivato il momento di smetterla di dare la colpa ai “mass media”,a “internet”, ai “giovani d’oggi”
Penso proprio che la colpa sia da ricercare alla radice,penso proprio che la colpa sia da ricercare nella famiglia.
Ovviamente sempre con le eccezioni del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Penso proprio che sia arrivato il momento di finirla con questi luoghi comuni,penso proprio che sia arrivato il momento di smetterla di dare la colpa ai “mass media”,a “internet”, ai “giovani d’oggi”</p>
<p>Penso proprio che la colpa sia da ricercare alla radice,penso proprio che la colpa sia da ricercare nella famiglia.</p>
<p>Ovviamente sempre con le eccezioni del caso,perché il genitore non si fa un bel <strong>mea culpa, </strong>e non si assume tutte le responsabilità sulla crescita del figlio, invece di scaricarla sui “mezzi d’informazione”?</p>
<p>Perché invece di giudicare (come si è soliti fare), invece di emarginare,invece di crocifiggere,invece di etichettare come un <strong>reietto </strong>della società un adolescente che si droga,o beve,oppure che è violento…..perchè non ci si sforza di CAPIRE il <strong>perché</strong> tale giovane si comporta in tal modo? Perché non ci si sforza di capire,cosa si nasconde dietro a questo suo comportamento?</p>
<p>Nella stragrande maggioranza dei casi è la famiglia la causa principe.</p>
<p>E’ la famiglia,infatti, dove vi sono le nostre <strong>radici, </strong>la famiglia che dovrebbe trasmettere valori solidi al figlio.</p>
<p>Più le <strong>radici</strong> sono <strong>robuste</strong> e ben consolidate al <strong>terreno,</strong> e più la <strong>piantina </strong>crescerà vigorosa e resisterà alle intemperie, ma,,altresì, la piantina sarà debole e vulnerabile, quando le radici sono molto deboli.</p>
<p>Ovviamente oltre alle <strong>radici</strong> la piantina,per crescere sana e forte ha bisogno di essere alimentata, l’unico alimento che serve a questa piantina e <strong>l’amore.</strong></p>
<p>Logicamente l’amore deve essere ben dosato,bisogna essere in grado di misurarlo, come troppa acqua fa marcire una piantina,troppo amore,la soffoca.</p>
<p>E’ anche vero che l’amore non è l’unico ingrediente, ma è quello primario.</p>
<p>Non possiamo lavarci la coscienza dando la colpa alla “società d’oggi”,se un figlio si droga, o esce il fine settimana ad ubriacarsi, oppure se si comporta da “ribelle”; facciamoci un esame di coscienza,guardiamo se siamo stati in grado di <strong>innaffiare </strong>a dovere la piantina, se l’abbiamo innaffiata con <strong>amore.</strong></p>
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		<title>Gruppo Indipendente</title>
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		<pubDate>Tue, 23 May 2006 18:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Martinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Vorrei precisare che il gruppo ArgoGiovani&#160;&#232; indipendente, e che, fino ad ora,&#160;il principale aiuto a sostegno della nostra iniziativa proviene dal gruppo &#34;Una Luce nella Notte&#34; e&#160;dagli oratori di San Paolo, Orzinuovi, Coniolo e Soncino; per questo vengono citati spesso&#160;i nomi dei&#160;paesi nel sito.
Con questo ribadisco il concetto che il gruppo &#232; stato creato da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei precisare che il gruppo ArgoGiovani&nbsp;&egrave; indipendente, e che, fino ad ora,&nbsp;il principale aiuto a sostegno della nostra iniziativa proviene dal gruppo &quot;Una Luce nella Notte&quot; e&nbsp;dagli oratori di San Paolo, Orzinuovi, Coniolo e Soncino; per questo vengono citati spesso&nbsp;i nomi dei&nbsp;paesi nel sito.</p>
<p>Con questo ribadisco il concetto che il gruppo &egrave; stato creato da noi stessi a fini socio-culturali, per la ricerca e la realizzazione delle nostre aspirazioni.</p>
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		<title>Handicap: Il mio punto di vista</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Apr 2006 10:59:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Martinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalino]]></category>
		<category><![CDATA[Sezioni Alternative]]></category>
		<category><![CDATA[handicap]]></category>

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		<description><![CDATA[Essendo portatore di handicap, voglio contribuire con personalissime opinioni a rendere pi&#249; chiare le idee che hanno ragazzi come me riguardo il mondo quotidiano...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Essendo portatore di handicap, voglio contribuire con personalissime opinioni a rendere più chiare le idee che hanno ragazzi come me riguardo il mondo quotidiano.</p>
<p>Sono convinto, infatti, che il disabile nella nostra società venga ancora emarginato. Mi rendo conto della gravità di tale affermazione soprattutto in un contesto, quello attuale, dove sembra esserci un grande spirito di integrazione verso il “diverso”.</p>
<p>Eppure soffermandomi a pensare sui problemi che possono incontrare anche ragazzi affetti da lievi menomazioni fisiche, mi accorgo come non sia facile essere accettati. Nella mia situazione, noto che solo poche persone mi trattano senza preconcetti, mentre molte altre, nonostante sorrisi e battute, nascondono ipocrisie e falsità. L’esempio più classico avviene quando vado al bar per fare quattro chiacchiere con volti familiari.</p>
<p>All’inizio mi trovo sempre in confidenza con tutti ma già dopo cinque minuti se mancano quelle due e tre persone che reputo veramente amici, mi ritrovo solo, estraniato da ogni discussione.</p>
<p>D’accordo, non siamo più ai tempi di Sparta in cui i bambini non perfetti venivano gettati dalla rupe più alta, ma nonostante il cambiamento degli ultimi anni sono stanco di sopportare la superficialità che caratterizza i miei rapporti sociali.</p>
<p>Mi chiedo, quindi, come nella nostra realtà locale, dove i valori del cristianesimo dovrebbero essere consolidati nella coscienza di ogni singola persona, possano esistere certi pregiudizi.</p>
<p>Un esempio di comportamento differente, che mi piace ricordare, fu quello di Giuseppe Cottolengo, il primo ad istituire un centro di accoglienza per i portatori di handicap. Grazie a persone come lui e allo sviluppo della società, siamo riusciti col tempo ad inserirci nell’ambiente con tutte le opportunità di lavoro, di studio e di svago del caso, sentendoci, per quanto possibile, al pari degli altri e con eguali opportunità.</p>
<p>Diciamo per chiarezza che questa operazione è, da sempre, portata avanti dalla Chiesa e dalle Opere Pie, alle quali sono molto legato; e solo da poco tempo è stato affidato alla Provincia il compito di seguire l’inserimento del disabile nel mondo del lavoro e al Comune quello di garantire i mezzi di trasporto necessari. Cito il problema lavorativo e quello del trasporto perché sono quelli che ci riguardano più direttamente.</p>
<p>Per il primo, in linea teorica, ci sono molte strutture che facilitano l’avvicinamento del disabile a tale ambito; l’invalido infatti ha la precedenza in questo tipo di settore ed a lui dovrebbero essere riservati lavori a parte (ad esempio per gli ipovedenti, il mio campo, sono assicurati posti da centralinista, ecc…).</p>
<p>Per fare ciò, esistono speciali liste di collocamento dove iscriversi, che hanno il compito di favorire categorie di persone più svantaggiate socialmente e di garantire a queste un eguale trattamento economico, giuridico e sociale, impedendo qualsiasi tipo di discriminazione. È inoltre stabilito che i datori di lavoro, con aziende di oltre quindici dipendenti, hanno il compito di assumere un disabile.</p>
<p>Tuttavia, la mia esperienza personale denota, che tutti questi meccanismi devono essere ancora perfezionati. L’eccessiva burocrazia comporta sempre rallentamenti e nuovi problemi, e la loro efficacia è, talvolta scarsa, visto che, da anni, sono iscritto ad agenzie di collocamento e mi trovo ancora disoccupato.</p>
<p>Per tutto questo è necessario dirsi la verità: molto è stato compiuto, ma ancora di più è rimasto da fare per aiutare i “diversi”, e ciò aspetta per la gran parte ad ognuno di noi. Infatti, chiunque, quando vede un disabile, dovrebbe fermarsi, riflettere e chiedersi: “ <strong>E se fossi io al suo posto</strong>?”. Allora forse qualcosa cambierebbe, e comincerei ad essere più ottimista riguardo le opportunità del mio futuro.</p>
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		<title>Autobiografia di un disabile</title>
		<link>http://www.argogiovani.it/blog/primo/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Apr 2006 22:14:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro Martinelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giornalino]]></category>
		<category><![CDATA[Sezioni Alternative]]></category>
		<category><![CDATA[handicap]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto cominciò all’età di sei mesi, quando illuminati professoroni mi diagnosticarono uno strano morbo: “la sindrome di Cogan”...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto cominciò all’età di sei mesi, quando illuminati professoroni mi diagnosticarono uno strano morbo: “la sindrome di Kogan”, un male che, riguardava l’apparato uditivo e colpiva gravemente le articolazioni. Da quel momento, un lungo calvario attendeva la mia famiglia: esami, controlli, visite mediche, viaggi in ospedali sparsi per la Lombardia.  Ma nulla da fare.</p>
<p>Il responso rimase crudele: malattia congenita dalla quale non si può guarire… solo peggiorare. L’unica cosa possibile era rassegnarsi, andare avanti senza pensarvi. Andare avanti al ritmo di due visite all’anno sempre con la stessa risposta: lievi peggioramenti.</p>
<p>Giunse così il giorno, a vent’anni compiuti, in cui nuovi medici mi mandarono in una clinica specializzata. Arrivò lì, per me, il colpo di grazia.</p>
<p>Semplicemente mi dissero, che alla nascita sbagliarono diagnosi. Semplicemente, mi dissero che appartenevo all’ampia categoria degli ipovedenti. Vedevo l’inferno. Anni e anni di cure, precauzioni, costose visite, per niente. Tutto inutile, dovevo cominciare da capo. Subii l’enorme contraccolpo psicologico. Una lieve depressione intorpidiva le mie sensazioni.</p>
<p>Cominciai a chiudermi, sempre più, in me stesso, a non parlare con nessuno. Ero tormentato dalla medesima domanda: perché a me, cosa ho fatto per meritare una simile condanna? Ho passato un periodo difficile, ero davvero intrattabile. Lentamente, mi accorsi, però, che, così facendo, mi stavo allontanando dalle persone a me più care, osservavo anche altri più sfortunati di me. Osservavo i miei genitori fare sacrifici importanti, angosciati da questa mia condizione. Così piano, piano cominciai ad intravedere qualcosa di più chiaro. Come se percepissi la vicinanza delle risposte che attendevo. Già, forse erano sbagliate persino le domande.</p>
<p>Non aveva senso, in effetti, chiedersi “<strong>perché questo a me</strong>”; occorre dire “<strong>ADESSO TOCCA A ME</strong>”, “ora spetta a me dimostrare di che pasta sono fatto”. La situazione doveva assumere il senso di una sfida. Avevo il diritto di farmene una ragione. Non dovevo interpretarla come una immensa pena, ma come un sprono a rialzarmi, per continuare il cammino più agguerrito di prima. Ora, ho capito che ogni situazione, positiva o negativa, deve essere accettata. Non si può prescindere da una certa forma di destino. Inutile piangersi addosso. Sono riuscito, finalmente, a metterlo in pratica. Sento, davvero, di aver compreso il senso della vita.</p>
<p>Anche se i disabili sono riconosciuti, ma non vedo riconosciuti i loro diritti; vi assicuro che farsi valere,farsi largo a gomitate in questa società di finti perbenisti non è per niente semplice. Le leggi ci sono. Vengono applicate giustamente? La mia opinione afferma che il mondo dei disabili è un mondo a sé.</p>
<p>Dove nessuno capisce veramente, e chi lo può fare non ha il potere di agire. Basta girare per le strade di una qualsiasi città. Non è difficile, notare quante barriere architettoniche si devono superare.</p>
<p>Per non parlare della inciviltà di tante persone: parcheggi riservati al disabile perennemente occupati da altre macchine, cassonetti o altre meraviglie posizionati davanti scivoli che facilitano il passaggio su marciapiedi. Che fare? Niente purtroppo.</p>
<p>Solo sperare che il mio messaggio venga recepito da coloro i quali dimenticano la nostra presenza.</p>
<p>Lo voglio urlare: <strong>ESISTIAMO ANCHE NOI!!!!!</strong></p>
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