Giornalino

Qui si trovano gli articoli di Mosquito, il giornalino pubblicato nel dicembre 2004, quando il gruppo non era altro che un’idea senza forma. Consulta la pagina della Storia per maggiori dettagli su questa prima esperienza.

Il Razzismo

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006.

Il razzismo si fonda sulla credenza della superiorità di una razza rispetto alle altre.

In realtà è solo una carenza generale d’informazione e di esperienza diretta, che si tramuta nel disprezzo verso persone diverse, viste come esseri inferiori. Quello che, infatti, molte persone non concepiscono, è l’esistenza di marcate differenze tra razza, etnia e cultura. Se la prima è una classificazione degli essere umani in gruppi distinti basati su degli innati e immutabili tratti fisici, come il colore della pelle, la tessitura dei capelli o la forma degli occhi; la seconda è una ripartizione fondata su determinati individui che condividono una discendenza comune e certi valori tramandati per generazioni, come la religione, il modo di vestirsi e la nazionalità. La cultura invece, è una categoria più ampia, che oltrepassa l’etnia e la razza poiché include persone che condividono un medesimo stile di vita come lo status socioeconomico, l’orientamento sessuale e la locazione geografica.

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I Giovani

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006.

Volendo esplorare il variegato mondo giovanile sarebbe sicuramente facile imbattersi in mille sorprese, magari non tutte positive, ma ognuna in grado di farci aprire gli occhi su quella che è la realtà contemporanea, osservandola con lo sguardo di oggi.

Non è un caso, che, proprio, nei giovani si riflettano puntualmente le mode e i miti del momento. Non deve, stupire il fatto che essi rappresentino i destinatari principali dei martellanti messaggi pubblicitari, che obbligano l’universo dei consumatori a creare interessi, bisogni o anche semplici passatempi, in rapporto a quelli che sono gli imperativi più aggiornati sulle “ultime novità” di industrie e aziende di servizi.

Resta soltanto da verificare, se le nuove generazioni siano effettivamente soddisfatte da ciò che viene loro offerto nel mondo moderno.

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Un passo, due passi e poi…

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006.

Un passo,
due passi
e poi…
il niente.

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La Solitudine

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006.

Da sempre l’uomo è stato circondato da ombre nere e cupe, le sue paure. Tra queste, quella più comune, che forse primeggia, è la solitudine.

Il termine solitudine, indica la condizione in cui un individuo rimane isolato per un intervallo di tempo. Tale periodo può essere deciso dalla persona stessa, oppure influenzato da fattori esterni.

Sono molteplici le cause che portano a fare questo, ma le più comuni rimangono di natura fisica e mentale. Quando per motivi personali, oppure di salute, il cambiamento dell’aspetto fisico o psicologico provoca un diffuso malessere interiore.

Molte volte, si viene allontanati dagli altri. Ci chiamano diversi. Ma è anche possibile uscire dal gruppo da soli, quando la propria personalità non si identifica più con quella comune.

Ad ogni modo, l’essere umano, che soffre di solitudine, è portato a crearsi complessi. È portato a costruire una ragnatela di turbamenti interiori.

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Primo Bacio

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006.

Non credevo di poter provare tanto freddo.

Dietro agli occhiali spessi, sotto i capelli sempre spettinati, tra le pieghi dei jeans troppo corti e del gilet color panna.

Io, che ho sempre creduto che la vita fosse un dono, non credevo di poter provare tanto freddo, dentro al cuore.

Io, che speravo nella vita e nell’amore, ricordo solo i miei sabato sera, passati a mangiare gelato, piangendo davanti alla TV, mentre il mondo fuori scorreva tra le strade notturne, sibilando, lontano, il suo divertito disprezzo.

Io, che speravo nella vita e nell’amore, ricordo solo le domeniche passate in solitudine a leggere romanzi di fantascienza e a scrivere poesie che nessuno avrebbe mai letto ne capito.

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Il Leggero Ticchettare

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006.

Il leggero ticchettare dell’unghia sulla plastica della siringa era un suono che aveva imparato a conoscere molto bene. Era come una sorta di mantra che riusciva a calmarlo, alleggerendogli il cuore e allontanando la sua coscienza, portandola lontana dal gesto che si preparava a compiere. Ormai sapeva che ogni genere di rimorso o senso di colpa scompariva l’esatto istante in cui l’ago penetrava nella morbida pelle.

L’esperienza gli aveva insegnato che lasciar vagare la sua mente gli consentiva di compiere quel gesto con impersonale e chirurgica meccanicità. Così, una volta abbassato lo stantuffo, quello che avrebbe pensato non sarebbe più stato un problema.

Ma non questa volta.

Cinque mesi di comunità l’avevano cambiato; e mentre appoggiava la testa al muro scrostato di quel seminterrato umido e abbandonato, la sua mano destra tremava con forza.

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Ti Amo Davvero

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006.

Ogni istante, ogni attimo in cui ti vedo, le mie palpitazioni aumentano. La tua immagine è fissa, scolpita dentro me. Sei talmente bella da togliere il fiato. Eppure non riesco ad avvicinarmi.

Spesso ti sono ad un passo ma quello che ci distanzia sembra sempre un abisso.

Quando ti vedo mi tremano le gambe. Non ho il coraggio di affrontare il tuo sguardo. Ho paura di conoscerti usando una parola di troppo, un atteggiamento sbagliato. Non possiedo la forza necessaria per affrontare un approccio.

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