Sezioni Alternative

Il Mondo “Gruppo ArgoGiovani”, nel suo complesso.

I Giovani

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006.

Volendo esplorare il variegato mondo giovanile sarebbe sicuramente facile imbattersi in mille sorprese, magari non tutte positive, ma ognuna in grado di farci aprire gli occhi su quella che è la realtà contemporanea, osservandola con lo sguardo di oggi.

Non è un caso, che, proprio, nei giovani si riflettano puntualmente le mode e i miti del momento. Non deve, stupire il fatto che essi rappresentino i destinatari principali dei martellanti messaggi pubblicitari, che obbligano l’universo dei consumatori a creare interessi, bisogni o anche semplici passatempi, in rapporto a quelli che sono gli imperativi più aggiornati sulle “ultime novità” di industrie e aziende di servizi.

Resta soltanto da verificare, se le nuove generazioni siano effettivamente soddisfatte da ciò che viene loro offerto nel mondo moderno.

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Un passo, due passi e poi…

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006.

Un passo,
due passi
e poi…
il niente.

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La Solitudine

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006.

Da sempre l’uomo è stato circondato da ombre nere e cupe, le sue paure. Tra queste, quella più comune, che forse primeggia, è la solitudine.

Il termine solitudine, indica la condizione in cui un individuo rimane isolato per un intervallo di tempo. Tale periodo può essere deciso dalla persona stessa, oppure influenzato da fattori esterni.

Sono molteplici le cause che portano a fare questo, ma le più comuni rimangono di natura fisica e mentale. Quando per motivi personali, oppure di salute, il cambiamento dell’aspetto fisico o psicologico provoca un diffuso malessere interiore.

Molte volte, si viene allontanati dagli altri. Ci chiamano diversi. Ma è anche possibile uscire dal gruppo da soli, quando la propria personalità non si identifica più con quella comune.

Ad ogni modo, l’essere umano, che soffre di solitudine, è portato a crearsi complessi. È portato a costruire una ragnatela di turbamenti interiori.

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Primo Bacio

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006.

Non credevo di poter provare tanto freddo.

Dietro agli occhiali spessi, sotto i capelli sempre spettinati, tra le pieghi dei jeans troppo corti e del gilet color panna.

Io, che ho sempre creduto che la vita fosse un dono, non credevo di poter provare tanto freddo, dentro al cuore.

Io, che speravo nella vita e nell’amore, ricordo solo i miei sabato sera, passati a mangiare gelato, piangendo davanti alla TV, mentre il mondo fuori scorreva tra le strade notturne, sibilando, lontano, il suo divertito disprezzo.

Io, che speravo nella vita e nell’amore, ricordo solo le domeniche passate in solitudine a leggere romanzi di fantascienza e a scrivere poesie che nessuno avrebbe mai letto ne capito.

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Il Leggero Ticchettare

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006.

Il leggero ticchettare dell’unghia sulla plastica della siringa era un suono che aveva imparato a conoscere molto bene. Era come una sorta di mantra che riusciva a calmarlo, alleggerendogli il cuore e allontanando la sua coscienza, portandola lontana dal gesto che si preparava a compiere. Ormai sapeva che ogni genere di rimorso o senso di colpa scompariva l’esatto istante in cui l’ago penetrava nella morbida pelle.

L’esperienza gli aveva insegnato che lasciar vagare la sua mente gli consentiva di compiere quel gesto con impersonale e chirurgica meccanicità. Così, una volta abbassato lo stantuffo, quello che avrebbe pensato non sarebbe più stato un problema.

Ma non questa volta.

Cinque mesi di comunità l’avevano cambiato; e mentre appoggiava la testa al muro scrostato di quel seminterrato umido e abbandonato, la sua mano destra tremava con forza.

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Ti Amo Davvero

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006.

Ogni istante, ogni attimo in cui ti vedo, le mie palpitazioni aumentano. La tua immagine è fissa, scolpita dentro me. Sei talmente bella da togliere il fiato. Eppure non riesco ad avvicinarmi.

Spesso ti sono ad un passo ma quello che ci distanzia sembra sempre un abisso.

Quando ti vedo mi tremano le gambe. Non ho il coraggio di affrontare il tuo sguardo. Ho paura di conoscerti usando una parola di troppo, un atteggiamento sbagliato. Non possiedo la forza necessaria per affrontare un approccio.

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Silenzio…

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006.

Dalle finestre socchiuse della mia casa, su di un polveroso divano ove riposo le mie vecchie ossa, osservo la pioggia precipitare su i miei settant’anni e infrangersi sui vetri come lacrime di rimpianto, che scivolano sulla superficie del mio animo.

La sporcizia sulle mensole, gli oggetti accatastati disordinatamente nelle camere sole e buie, gli orologi fermi, le ragnatele che pendono dal soffitto… tutto è silenzio.

Io stesso, cauto, seduto immobile con l’abbigliamento ormai eterno, che si sposa perfettamente con i pochi capelli spettinati, non posso fare rumore: devo ascoltare il mio silenzio.

Già… perché la musica nascosta in questo silenzio è una melodia incessante che distrugge il tempo; in questa musica non è racchiuso un concetto o un frammento di memoria, una poesia o un desiderio. Ma la mia vita.

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