Sezioni Alternative

Il Mondo “Gruppo ArgoGiovani”, nel suo complesso.

Trincea

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006.

La comun fossa è ora rigogliosa di corpi in fiore,entusiasti di lottare per la gloria di un ideale.
La fratellanza sboccia e si riflette negli sguardi di quei fanciulli,
che scordano praterie e puledri, respirando zolfo e schioppi.

Ora, il sole più volte è morto per tornare ancora,
inosservato agli occhi di chi lo aveva sempre celebrato,
e ha riverso masse umane sopra altre
impestando l’aria e smorzando l’euforia

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Zingari

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006.

Questa testa mora ha preservato
la mente che tu hai schernito
e questo corpo invecchiato
ha sorretto le ossa che tu hai colpito.

Questa camicia lacera ha coperto
le spalle di cui tu hai usufruito
e queste braccia stanche hanno sofferto
fatiche che tu hai concepito.

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Soldato che fuggi

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006.

La flora s’innalza maestosa,sbarrando timida,
il passo del soldato stanco.

La divisa lacera sgomita cespugli pesanti
che frenano l’intercedere rapido,
e il vento s’insinua tra i rami,
confondendo gli echi sordi,
che non giungono sotto il pesante elmo metallico.

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Apro le ali del cuore

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006.

L’alba di un nuovo giorno è nata
Io sospiro e la osservo incantata
Lei è li, di fronte a me
Così lontana, ma Così vicina

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Alcolismo nei giovani: l’altro punto di vista

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006.

Anch’io sono un portatore di handicap. Da quando sono nato sto su una sedia a rotelle. Per questo il disagio giovanile mi sembra la tematica più adatta per dar voce alla mia realtà. Purtroppo lo spazio sul tema handicap era già occupato, ed allora ho voluto scrivere su un altro argomento, che interessa da vicino noi giovani: lo sballo. In particolare, mi voglio occupare dell’alcolismo, a mio avviso, uno dei problemi più sottovalutati tra i ragazzi. Trovo, infatti, che se ne parli sempre poco e che, per questo, sia preso da molti, quasi sullo scherzo. Noto tale comportamento in alcuni miei conoscenti che alzano il gomito un po’ troppo spesso nelle occasioni di festa senza porsi nessun freno. Ciò mi preoccupa, perché denota la loro immaturità e il loro non considerare pericolosa questa forma di divertimento. Molti giovani credono di trovare nell’alcool un modo di svagarsi per non pensare più a niente, per trascorrere una serata all’insegna del buon umore. Ma, basta guardare i telegiornali del lunedì, quando parlano delle stragi sulle strade del fine settimana, per capire quanto ciò sia sbagliato.

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Gravidanze

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006.

Benvenuti di nuovo nello “strano mondo giovanile”.

Dopo aver affrontato il primo argomento, ovvero, una definizione dell’adolescenza in generale, la casistica ci porta a trattare, preferibilmente, due grossi problemi conseguenti questa età. Diciamo pure che sono fenomeni, spesso, tenuti nascosti dal silenzio quotidiano.

Ovvero il rischio di gravidanze precoci e l’amore diverso.

Con le prime relazioni sessuali gli adolescenti acquistano la consapevolezza del grande potere insito nel corpo. Tutto questo é decisamente più forte nelle ragazze, che già dall’infanzia esprimono per gioco, di avere bambini imitando la madre. Un inconscio desiderio che può essere subliminato attraverso un’accentuazione della potenzialità intellettuale e creativa. Cioè, eccellere in “qualcosa” per trasformare la pulsione procreativa in un “parto della mente”.

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Handicap: Il mio punto di vista

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006.

Essendo portatore di handicap, voglio contribuire con personalissime opinioni a rendere più chiare le idee che hanno ragazzi come me riguardo il mondo quotidiano.

Sono convinto, infatti, che il disabile nella nostra società venga ancora emarginato. Mi rendo conto della gravità di tale affermazione soprattutto in un contesto, quello attuale, dove sembra esserci un grande spirito di integrazione verso il “diverso”.

Eppure soffermandomi a pensare sui problemi che possono incontrare anche ragazzi affetti da lievi menomazioni fisiche, mi accorgo come non sia facile essere accettati. Nella mia situazione, noto che solo poche persone mi trattano senza preconcetti, mentre molte altre, nonostante sorrisi e battute, nascondono ipocrisie e falsità. L’esempio più classico avviene quando vado al bar per fare quattro chiacchiere con volti familiari.

All’inizio mi trovo sempre in confidenza con tutti ma già dopo cinque minuti se mancano quelle due e tre persone che reputo veramente amici, mi ritrovo solo, estraniato da ogni discussione.

D’accordo, non siamo più ai tempi di Sparta in cui i bambini non perfetti venivano gettati dalla rupe più alta, ma nonostante il cambiamento degli ultimi anni sono stanco di sopportare la superficialità che caratterizza i miei rapporti sociali.

Mi chiedo, quindi, come nella nostra realtà locale, dove i valori del cristianesimo dovrebbero essere consolidati nella coscienza di ogni singola persona, possano esistere certi pregiudizi.

Un esempio di comportamento differente, che mi piace ricordare, fu quello di Giuseppe Cottolengo, il primo ad istituire un centro di accoglienza per i portatori di handicap. Grazie a persone come lui e allo sviluppo della società, siamo riusciti col tempo ad inserirci nell’ambiente con tutte le opportunità di lavoro, di studio e di svago del caso, sentendoci, per quanto possibile, al pari degli altri e con eguali opportunità.

Diciamo per chiarezza che questa operazione è, da sempre, portata avanti dalla Chiesa e dalle Opere Pie, alle quali sono molto legato; e solo da poco tempo è stato affidato alla Provincia il compito di seguire l’inserimento del disabile nel mondo del lavoro e al Comune quello di garantire i mezzi di trasporto necessari. Cito il problema lavorativo e quello del trasporto perché sono quelli che ci riguardano più direttamente.

Per il primo, in linea teorica, ci sono molte strutture che facilitano l’avvicinamento del disabile a tale ambito; l’invalido infatti ha la precedenza in questo tipo di settore ed a lui dovrebbero essere riservati lavori a parte (ad esempio per gli ipovedenti, il mio campo, sono assicurati posti da centralinista, ecc…).

Per fare ciò, esistono speciali liste di collocamento dove iscriversi, che hanno il compito di favorire categorie di persone più svantaggiate socialmente e di garantire a queste un eguale trattamento economico, giuridico e sociale, impedendo qualsiasi tipo di discriminazione. È inoltre stabilito che i datori di lavoro, con aziende di oltre quindici dipendenti, hanno il compito di assumere un disabile.

Tuttavia, la mia esperienza personale denota, che tutti questi meccanismi devono essere ancora perfezionati. L’eccessiva burocrazia comporta sempre rallentamenti e nuovi problemi, e la loro efficacia è, talvolta scarsa, visto che, da anni, sono iscritto ad agenzie di collocamento e mi trovo ancora disoccupato.

Per tutto questo è necessario dirsi la verità: molto è stato compiuto, ma ancora di più è rimasto da fare per aiutare i “diversi”, e ciò aspetta per la gran parte ad ognuno di noi. Infatti, chiunque, quando vede un disabile, dovrebbe fermarsi, riflettere e chiedersi: “ E se fossi io al suo posto?”. Allora forse qualcosa cambierebbe, e comincerei ad essere più ottimista riguardo le opportunità del mio futuro.