Pensieri

Raccolta di Riflessioni quotidiane, non sempre legate all’attività del “Gruppo Argogiovani”

Un viaggio in Terra Santa non ha prezzo

Scritto martedì 19 gennaio 2010 da Alessandro Martinelli.

Una speciale Stella cometa viaggiava nel cielo atterrando nella notte di Tel-Aviv, carica di speranze e di curiosità. Eccoci arrivati  in Terra Santa,una terra che ha visto la vita e il mistero di Gesù Cristo, eccoci arrivati nel cuore (ferito) del mondo. Non c’è città al mondo che riunisca tante fedi diverse,  non c’è città al mondo che le mantenga così divise.

Come il Signore ha detto: “chi vuol venire dietro a me prenda la sua croce e mi segua”. Non è un discorso romantico di venti  secoli fa. E’ il nostro pane quotidiano, quando il Signore dice: “non abbiate paura. Io sono con voi fino alla fine del mondo”. E’ lui il solo capace di darci la sua pace che il mondo non può dare, che  il conflitto non può dare, che i muri non possono dare, che la ricchezza non può dare. Lui ci dà la sua pace. Una pace interna, una serenità interna, una fede  che dice che la vittoria arriverà un giorno, che la pace arriverà, che la giustizia arriverà, che non dobbiamo mai avere paura.

Tutto ci rimanda  al Vangelo, a prendere seriamente le parole del Signore. Nei momenti difficili per la chiesa di Gerusalemme, per voi, per le famiglie e per i nostri malati, nei momenti difficili tocca a noi ricordare le sue parole, ritornare sempre il Vangelo, quando il Signore ha detto: “Non abbiate paura io sono con voi fino alla fine del mondo”. Ma spesso noi dimentichiamo queste parole. Se noi abbiamo ancora l’entusiasmo, il coraggio, l’ottimismo di lavorare, di amare, di accogliere non è tanto per le condizioni socio politiche che viviamo che sono drammatiche. Se ancora c’è speranza e gioia di vivere è perché qualcuno ha detto “vi amo, non abbiate paura, vi amo”. Nei momenti difficili dobbiamo tutti ricordarci delle sue parole: “Vi amo tali e quali con la vostra miseria umana con la vostra ricchezza con la vostra sofferenza con le vostre cadute”.  Visitando questa città siamo passati nelle strette stradine dove Lui prima di noi tutti è caduto e si è alzato e ha continuato a camminare. Chi di noi non ha vissuto la stessa storia? Chi di noi non è caduto una due tre quattro volte?  Chi di noi non è chiamato come lui ad alzarsi con forza con gioia ottimismo?

Però il peggio è andare avanti verso il Golgota. Andare avanti avanti avanti verso sofferenza Golgota, morte. Dopo, dopo arriverà la risurrezione! Arriverà la gioia, la giustizia in questo mondo. Ma tutto è dopo. Intanto è una via crucis che non mi sembra avere fine prossima. Vedendo la politica, vedendo le promesse vedendo la situazione non finirà presto.

Giorno dopo giorno i nostri occhi si riempivano sempre più di stupore e di incredulità,ma anche di tristezza,in quanto consapevoli che si avvicinava presto il giorno di ripartire. La forza che ti avvolge è imparagonabile, è indescrivibile, porta anche chi non crede a rivedere il suo non credo. Non volevamo più allontanarci da quel posto,ma purtroppo, con gli occhi pieni di lacrime, è arrivato il giorno tanto odiato, di salutare quella Terra, ma il nostro era solo un arrivederci. Ci siamo allontanati solo fisicamente, ma non col cuore……

La speciale Stella cometa è ritornata da dove è partita, e cioè all’aeroporto di Malpensa carica di gioia e di appagamento, e anche di molti occhi pieni di lacrime.

Che cosa mi ha colpito di più del nostro pellegrinaggio? In verità,in verità vi dico……non c’è una cosa che mi ha colpito in particolare: non posso fare una hit parade, ripercorrere le strade che ha percorso Cristo durante la sua vita terrena……beh!Non ci sono parole per descrivere la gioia che si prova nel cuore, gioia che non ti fa sentire per niente la stanchezza.

Un viaggio nella terra Natale di nostro Signor Gesù Cristo ha un valore inestimabile, vale più di tutto, più delle notti insonni che ti fa passare il tuo compagno di stanza russando, più della stanchezza fisica che ti senti quando alla fine della giornata vai a letto e non hai neanche la forza di parlare,più di tutte le ore di attesa in aeroporto sperando che annuncino il tuo volo, più di tutto l’oro di questo mondo

Siamo tornati da poco e ora il compito che ci è stato affidato da Gesù è di diffondere la nostra esperienza, e di stimolare chi ci circonda trasmettendo il forte desiderio di viverla.

Ora posso dire: Anch’io c’ero!

Dio? Non c’è posto per lui!

Scritto giovedì 10 dicembre 2009 da Alessandro Martinelli.

Oggi, cerchiamo di confinare il Signore per la Domenica , nella nostra Chiesa…Forse, la Domenica sera…E, nell’eventualità molto improbabile, di una funzione intersettimanale.
Però ci piace averlo intorno quando ci sono malattie…E naturalmente durante i funerali. Comunque, non abbiamo tempo, o spazio per Lui durante il tempo del lavoro o di svago… Perchè Quelle cose fanno parte della nostra vita, dove noi pensiamo che possiamo, e dobbiamo farcela da soli.

Perchè ci sentiamo assonnati mentre stiamo in chiesa e appena usciti siamo cosi desti? Perchè è cosi difficile parlare di Dio mentre è cosi facile parlare di cose scabrose? Perchè è cosi noioso leggere una rivista Cristiana mentre è cosi facile leggere robaccia? Perchè le chiese diventano sempre meno mentre i pub e ritrovi notturni diventano sempre più numerosi?

Non è strano come la gente possa scartare Dio e poi chiedersi come mai il mondo sta andando a rotoli? Non è strano che alcune persone possono dire “Io credo in Dio” ma ciò nonostante seguire Satana (che, guarda caso, anche lui “crede” in Dio)? Non è strano che io posso avere più paura dell’opinione che hanno gli altri su di me di quella che ha il Signore?

Possa, il Signore, perdonarmi per aver potuto pensare che c’è un tempo o luogo dove LUI non deve essere al PRIMO posto nella mia vita. Dobbiamo avere il tempo di ricordare tutti ciò che LUI ha fatto per noi. Gesù disse: “Se ti vergogni di me, Io mi vergognerò di te davanti al Padre mio.’
Io amo il Signore.LUI è la sorgente della mia esistenza e mio Salvatore.Posso far fronte a tutte le difficoltà perchè Cristo me ne da la forza. (Filippesi 4,13)

Vedere con gli occhi del cuore

Scritto giovedì 10 dicembre 2009 da Alessandro Martinelli.

Occorre dire che tutti noi (e con tutti dico proprio tutti, nessuno deve sentirsi escluso), chi piu chi meno ha degli handicap; perché non bisogna pensare che se una persona cammina e vede è perfetto…..anzi…..

Certo! Non v’è ombra di dubbio che l’handicap di non deambulare o l’handicap visivo, è veramente un grosso ostacolo, ma……come si dice: gli ostacoli sono fatti per superare, e non per FARCI SUPERARE da essi.

Gli “ostacoli” servono per farci maturare,sia noi, che quelli che ci stanno vicino.

Ci sono veramente tante persone che si “nascondono” dietro la propria “malattia”, la usano come strumento di DIFESA, ma soprattutto di OFFESA nei confronti di quelli che gli stanno attorno….INVECE NO!!! La propria “disabilità”,per tanto grave che sia, deve essere strumento di CONFRONTO, in quanto ognuno di noi ha sempre qualcosa da imparare e da dare all’”altro”..

Bisogna arrivare a capire che non servono le gambe per camminare o non servono gli occhi per vedere…….SERVE IL CUORE.

Ognuno di noi dentro di sé ha un TALENTO, qualcosa di prezioso,stà a noi scoprirlo e metterlo a disposizione degli altri, perché se tu hai qualcosa e non la trasformi in dono, presto ti deluderà

“Gratuitamente ci è stato dato e gratuitamente noi dobbiamo dare agli altri”.

Bisogna essere noi un “problema” per i nostri problemi, ricordando che Dio ci ama per come siamo interiormente, e non se siamo belli,sani e forti.

Ragazzi……quando riusciremo a capire che nessuno è perfetto (Cristo ci chiede di essere perfetti solo nell’amare), e soprattutto che per ogniuno di noi Dio ha un suo progetto di vita….e quando (cosa più difficile) riusciremo ad accogliere dentro di noi questo suo progetto… beh! Allora ci sarà molta, ma molta più felicità in questo mondo!

Facciamo un albero di Natale a modo mio

Scritto mercoledì 9 dicembre 2009 da Alessandro Martinelli.

In ogni Santo Natale,Signore faccio un bell’albero dentro il mio cuore e attacco, invece dei regali, i nomi di tutti i miei amici, gli amici lontani e gli amici vicini. I nomi di tutti i miei amici che sono passati e sono presenti nella mia vita.

Un albero con radici molto profonde affinché i loro nomi non escano mai dal mio cuore, un albero dai rami molto grandi, perchè i nuovi si uniscano ai già esistenti.

Un albero con un’ombra molto accogliente affinchè la nostra amicizia sia un momento di riposo durante le prove della vita.

Che possiamo vivere la gioia rinnovata di sentirci amati e di contagiare la nostra capacità di amare.

E’ il mio augurio fatto preghiera

Giovani allo sbando: a chi dare la colpa?

Scritto lunedì 7 dicembre 2009 da Alessandro Martinelli.

Penso proprio che sia arrivato il momento di finirla con questi luoghi comuni,penso proprio che sia arrivato il momento di smetterla di dare la colpa ai “mass media”,a “internet”, ai “giovani d’oggi”

Penso proprio che la colpa sia da ricercare alla radice,penso proprio che la colpa sia da ricercare nella famiglia.

Ovviamente sempre con le eccezioni del caso,perché il genitore non si fa un bel mea culpa, e non si assume tutte le responsabilità sulla crescita del figlio, invece di scaricarla sui “mezzi d’informazione”?

Perché invece di giudicare (come si è soliti fare), invece di emarginare,invece di crocifiggere,invece di etichettare come un reietto della società un adolescente che si droga,o beve,oppure che è violento…..perchè non ci si sforza di CAPIRE il perché tale giovane si comporta in tal modo? Perché non ci si sforza di capire,cosa si nasconde dietro a questo suo comportamento?

Nella stragrande maggioranza dei casi è la famiglia la causa principe.

E’ la famiglia,infatti, dove vi sono le nostre radici, la famiglia che dovrebbe trasmettere valori solidi al figlio.

Più le radici sono robuste e ben consolidate al terreno, e più la piantina crescerà vigorosa e resisterà alle intemperie, ma,,altresì, la piantina sarà debole e vulnerabile, quando le radici sono molto deboli.

Ovviamente oltre alle radici la piantina,per crescere sana e forte ha bisogno di essere alimentata, l’unico alimento che serve a questa piantina e l’amore.

Logicamente l’amore deve essere ben dosato,bisogna essere in grado di misurarlo, come troppa acqua fa marcire una piantina,troppo amore,la soffoca.

E’ anche vero che l’amore non è l’unico ingrediente, ma è quello primario.

Non possiamo lavarci la coscienza dando la colpa alla “società d’oggi”,se un figlio si droga, o esce il fine settimana ad ubriacarsi, oppure se si comporta da “ribelle”; facciamoci un esame di coscienza,guardiamo se siamo stati in grado di innaffiare a dovere la piantina, se l’abbiamo innaffiata con amore.

Il mio bilancio dopo un anno di ArgoGiovani

Scritto domenica 31 maggio 2009 da Massimiliano Bordiga.

ArgoGiovani è un gruppo socio-culturale che ha come scopo il volontariato, cioè aiutare tutte quelle persone che sono più sfortunate di noi. Il gruppo è composto da circa 30 persone e sta seguendo 4 progetti con grande impegno e dedizione:

  1. Una luce nella notte  – in collaborazione con le madri canossiane.
  2. Laboratorio teatrale – usato anche come forma di autofinanziamento. A tal proposito stiamo mettendo in scena anche una commedia intitolata “ma..  sono solo credenze”. Il teatro serve anche per fare aggregazione perché in un gruppo è indispensabile avere compattezza e riuscire a coinvolgere sempre gente nuova.
  3. Progetto Ucraina – questo progetto è quello basilare per il gruppo e a questo si collegano sia il teatro che il concorso penso giovane. Il progetto consiste nell’andare in Ucraina e proporre un grest per i bambini.
  4. Il cineforum – un’ulteriore attività di aggregazione per rendere il gruppo più unito e compatto. L’attività  consiste in questo caso nello nel scegliere un film su un tema preciso che può essere di attualità o storico di circa due ore poi ha inizio un dibattito dove ogni uno dei partecipanti può dire quello che pensa sul tema.

Dei quattro progetti che abbiamo seguito quest’anno, alcuni sono andati molto bene, altri un po’ meno… infatti  il progetto fatto in collaborazione con le Madri Canossiane è andato molto bene, mentre il cineforum non è nemmeno partito e quindi non si può esprimere un giudizio.

Un capitolo a parte va speso per il laboratorio di teatro che è l’attività dove il gruppo si espresso meglio secondo me, pur non riuscendo spesso a provare tutti assieme, e questo mi è un po’ dispiaciuto… comunque il primo spettacolo è andato molto bene e di questo ne sono felice, spero inoltre  in programma abbiamo altre date e spero vadano bene.

Concludendo, io penso che questo gruppo debba crescere ancora molto, e imparare a non avere invidie o persone che pensano di essere indispensabili, perché  nessuno è indispensabile e nessuno lavora più degli altri.

Dobbiamo imparare a dirigere bene le nostre attività tenendo presente che il gruppo è nato con uno scopo e cioè aiutare chi ne ha bisogno e questo bisogna fare poi per consolidare  il gruppo si può anzi secondo me ci può anzi si deve frequentarsi il più possibile però se si prendono degli impegni bisogna ricordarvi che non li ha presi solo un membro del gruppo ma tutto il gruppo assieme, e se si da la propria disponibilità bisogna esserci almeno che la motivazione non sia più che valida.

Per quanto mi riguarda me, spero continui così, e che possa venire coinvolto in tutte le decisioni e nelle cose che posso fare. Proprio come è successo con la recita teatrale dove ho partecipato come aiuto regista e mi sono sentito molto valorizzato.

Crisi Economica

Scritto martedì 31 marzo 2009 da Alberto Fornaciari.

“La situazione finanziaria delle nostre istituzioni è peggiorata rispetto all’anno scorso. Oggi i bambini di Korolevo,Velikij Bychkiv, Kobileclkaja Poljana, Bustino e Lyceum a Mukatsevo hanno molte difficoltà, dal momento che hanno ricevuto meno finanziamenti dalle fondazioni rispetto all’anno scorso”.

Continua… »