Pensieri

Raccolta di Riflessioni quotidiane, non sempre legate all’attività del “Gruppo Argogiovani”

La considerazione per i disabili da parte degli altri

News pubblicata lunedì 7 marzo 2011 da Massimiliano Bordiga.

Sono Massimiliano Bordiga, ho 29 anni e sono un ragazzo diversamente abile fin dalla nascita, oggi mi piacerebbe parlarvi di come vedo la considerazione che gli altri hanno del mondo della disabilità.

Per me non è stato semplice, ho avuto momenti di crisi ma alla fine ho compreso i miei limiti e li ho accettati, perché la vita è preziosa e va vissuta al meglio. In Italia, secondo me molto più che in altre nazioni, c’è poca considerazione per i diversamente abili. Non c’è ancora la consapevolezza che noi disabili, abbiamo il diritto di vivere, divertirci ed essere trattati come tutti gli altri.

Uguali nella diversità

News pubblicata giovedì 17 febbraio 2011 da Alessandro Martinelli.

Nessuna persona, fisicamente sana o ammalata, riesce a sfuggire al dolore…, fisico o morale…, interno o esterno… che sia tale persona innocente o colpevole.

Proviamo a valorizzare questa sofferenza, a darne un senso.

Non mettere in evidenza le diversità, che indubbiamente esistono, ma scoprire come abbattere le barriere che noi stessi costruiamo e attraverso la comprensione dell’importanza dello stare insieme perchè e’ quando ci divertiamo che accogliamo con gioia le difficoltà e siamo piu’ propensi a metterci in gioco per superarli; infatti…. problemi insormontabili non trovano ostacoli se superati insieme, con amore.

Gioventù Alcolizzata

News pubblicata lunedì 10 gennaio 2011 da Alessandro Martinelli.

Trovo, che se ne parli sempre poco e che, per questo, sia preso da molti, quasi sullo scherzo.

Oggi malgrado la crisi economica,  i giovani hanno tutto a livello materiale, non hanno pensieri come il lavorare per mantenersi, perciò vivono per se stessi ed essendo vuoti i valori si sentono molto infelici e il loro unico pensiero e il divertirsi, quindi avendo un pensiero distorto sul divertimento pensano di raggiungerlo bevendo…..droga…discoteca…..sesso.

La colpa è maggior parte dei genitori che dovrebbero essere piu severi ed invece concedono tutto.

Noto tale comportamento in alcuni miei conoscenti che alzano il gomito un po’ troppo spesso nelle occasioni di festa senza porsi nessun freno. Ciò mi preoccupa, perché denota la loro immaturità e il loro non considerare pericolosa questa forma di divertimento. Molti giovani credono di trovare nell’alcool un modo di svagarsi per non pensare più a niente, per trascorrere una serata all’insegna del buon umore. Ma, basta guardare i telegiornali del lunedì, quando parlano delle stragi sulle strade del fine settimana,basta vedere tutto quell’ammasso di lamiere accartocciate come lattine di coca cola, per capire quanto ciò sia sbagliato. E’ brutto quando si sbaglia non poter tornare indietro.

Il vizio di bere si presenta, il più delle volte, nei pub, nelle discoteche, quasi sempre in compagnia. I motivi possono essere molteplici; per esempio farsi vedere dagli amici per sembrare più forti oppure cercare di dimenticare qualche delusione che la vita ci dà. Tutti, però, denotano una certa debolezza di carattere. Chiaramente quando gli eccessi si tramutano in consuetudine, diventa consigliabile l’aiuto di qualcuno. È risaputo infatti che una volta entrati nel tunnel dell’alcolismo, uscirne è molto difficile.

Per carità, ognuno può affrontare la notte che “scende” nel modo che più gli pare.

Tanto….. il lunedì mattina ci sono sempre i moralisti che sanno sempre cos’è giusto,e sembra che ci provan gusto a giudicare. Sembra che tutti hanno in mano la risposta,ma sono solo dei finti perbenisti…..niente giudizi per questi ragazzi, sono figli di questo tempo,che non ha tempo per le morali, sono ragazzi normali, figli di questa società malata, di una guerra che fa vittime giovani, sacrificate al “Dio degli inganni”.

Non centra la chiusura dei locali, la vendita di alcolici ai minorenni……

Di fronte a queste cose, io non ho risposte; ho soltanto tanta, ma tanta rabbia nel vedere molta gente che butta via la propria vita in questo modo.

Penso che senza Dio la vita diventi uno squallido gioco d’istinto, un banale bene di consumo. Di qui la noia, l’inquietudine, la droga, l’alcol, il sesso e il divertimento sfrenato.

ArgoGiovani – Un diverso punto di vista

News pubblicata sabato 27 novembre 2010 da Alberto Fornaciari.

Quando si entra per la prima volta in una stanza e la si vuole conoscere ci si guarda attorno, si cammina con passo incerto, la si esplora, ci si avvicina con timore all’arredamento e lo si sfiora con le dita.

Questo ci permette di entrare in confidenza con l’ambiente, di sentirci a proprio agio, tant’è che più restiamo nella stanza più ci muoviamo con disinvoltura.

Questa è la prassi, è il modo canonico di rapportarsi con un ambiente.

Ma non è il solo, poche volte, infatti, ci viene l’idea o sentiamo il bisogno di sdraiarci sul pavimento e guardare da quella posizione la stanza.

Il gruppo Argogiovani è questo: è la possibilità di sdraiarsi nella stanza e vedere/vivere il mondo del volontariato in maniera diversa.

Il gruppo Argogiovani è un gruppo di aggregazione giovanile nato nel 2006 che attualmente ha sede all’oratorio S. Giulio del Villaggio Sereno (Via Quinta, 12).

Argogiovani è nato e si è sviluppato intorno all’idea e al bisogno di mettersi in gioco in prima persona nel mondo del volontariato, ha tessuto così nel corso di questi anni una fitta rete di collaborazioni con diverse associazioni.

Forte è il rapporto che ci lega al Gruppo Est-Portiamo con il quale abbiamo contribuito nel 2007 all’acquisto di un pulmino per il trasporto dei bambini disabili dell’istituto S. Teresa di Vynohradiv(Ucraina) e con il quale abbiamo avuto la possibilità nel 2008 di visitare e conoscere direttamente la Transcarpazia.

Negli anni ultimi due anni, grazie ai soldi raccolti con la nostra rappresentazione Teatrale  “Ma…sono solo credenze” che ci ha visto impegnati in molti comuni del territorio bresciano, siamo riusciti a finanziare due Grest (2009-2010) delle madri Canossiane nella città di Vinnitsa .

Inizia così per noi la stagione 2010-11, nella quale seguiremo e abbiamo già in cantiere per voi tre progetti:

Teatro:

Il teatro è da sempre stato il collante del nostro gruppo, un modo divertente di mettersi in gioco e stare insieme. E anche quest’anno abbiamo voluto continuare e l’abbiamo fatto nel segno di una grande sfida: saremo i primi in Italia, infatti, a inscenare una versione teatrale del celebre manga/anime “Kimagure Orange Road” (E’ quasi magia Johnny).

Per mantenerci in allenamento, inoltre, una volta al mese organizziamo lo Tzaragiallo, un particolare gioco di ruolo che attraverso l’impersonificazione dei personaggi e l’improvvisazione si è rivelata un’ottima palestra per le nostre rappresentazioni teatrali.

Cineforum:

Appuntamento ormai immancabile, una volta al mese, il cineforum ci permette di vedere assieme un film (scelto democraticamente tra una rosa di proposte) e di aprire poi, un momento di dibattito sulle tematiche scaturite dalla visione. E’ un importante momento di confronto di idee e di riflessione sulle tematiche che prendono vita dalla società moderna.

Progetto “Orfani e orfanotrofi”:

Quest’anno collaboreremo con il gruppo Est-Portiamo in maniera ancora più stretta, presenziando alle feste provinciali e dove ci inviteranno con la vendita di torte, ciclamini, candele. Il cui ricavato andrà a finanziare il progetto “Orfani e orfanotrofi” del gruppo Est-Portiamo.

Questo è il gruppo Argogiovani, un gruppo dinamico e divertente che ha fatto del desiderio di stare insieme la  propria forza.

Un concetto semplice, talmente semplice da apparire rivoluzionario.

Se anche voi, quindi, sentite il bisogno di mettervi in gioco in maniera diversa i nostri recapiti sono:

-FB: “Gruppo Argogiovani”

-E-mail: info@argogiovani.it

-Sito: www.argogiovani.it (dove potete trovare tutti i nostri progetti e anche l’aggiornamento sui progetti seguiti da Est-portiamo).

Alberto

Questo articolo lo troverete nella brochure del gruppo Est-Portiamo 2011 in stampa a breve.

Un viaggio in Terra Santa non ha prezzo

Scritto martedì 19 gennaio 2010 da Alessandro Martinelli.

Una speciale Stella cometa viaggiava nel cielo atterrando nella notte di Tel-Aviv, carica di speranze e di curiosità. Eccoci arrivati  in Terra Santa,una terra che ha visto la vita e il mistero di Gesù Cristo, eccoci arrivati nel cuore (ferito) del mondo. Non c’è città al mondo che riunisca tante fedi diverse,  non c’è città al mondo che le mantenga così divise.

Come il Signore ha detto: “chi vuol venire dietro a me prenda la sua croce e mi segua”. Non è un discorso romantico di venti  secoli fa. E’ il nostro pane quotidiano, quando il Signore dice: “non abbiate paura. Io sono con voi fino alla fine del mondo”. E’ lui il solo capace di darci la sua pace che il mondo non può dare, che  il conflitto non può dare, che i muri non possono dare, che la ricchezza non può dare. Lui ci dà la sua pace. Una pace interna, una serenità interna, una fede  che dice che la vittoria arriverà un giorno, che la pace arriverà, che la giustizia arriverà, che non dobbiamo mai avere paura.

Tutto ci rimanda  al Vangelo, a prendere seriamente le parole del Signore. Nei momenti difficili per la chiesa di Gerusalemme, per voi, per le famiglie e per i nostri malati, nei momenti difficili tocca a noi ricordare le sue parole, ritornare sempre il Vangelo, quando il Signore ha detto: “Non abbiate paura io sono con voi fino alla fine del mondo”. Ma spesso noi dimentichiamo queste parole. Se noi abbiamo ancora l’entusiasmo, il coraggio, l’ottimismo di lavorare, di amare, di accogliere non è tanto per le condizioni socio politiche che viviamo che sono drammatiche. Se ancora c’è speranza e gioia di vivere è perché qualcuno ha detto “vi amo, non abbiate paura, vi amo”. Nei momenti difficili dobbiamo tutti ricordarci delle sue parole: “Vi amo tali e quali con la vostra miseria umana con la vostra ricchezza con la vostra sofferenza con le vostre cadute”.  Visitando questa città siamo passati nelle strette stradine dove Lui prima di noi tutti è caduto e si è alzato e ha continuato a camminare. Chi di noi non ha vissuto la stessa storia? Chi di noi non è caduto una due tre quattro volte?  Chi di noi non è chiamato come lui ad alzarsi con forza con gioia ottimismo?

Però il peggio è andare avanti verso il Golgota. Andare avanti avanti avanti verso sofferenza Golgota, morte. Dopo, dopo arriverà la risurrezione! Arriverà la gioia, la giustizia in questo mondo. Ma tutto è dopo. Intanto è una via crucis che non mi sembra avere fine prossima. Vedendo la politica, vedendo le promesse vedendo la situazione non finirà presto.

Giorno dopo giorno i nostri occhi si riempivano sempre più di stupore e di incredulità,ma anche di tristezza,in quanto consapevoli che si avvicinava presto il giorno di ripartire. La forza che ti avvolge è imparagonabile, è indescrivibile, porta anche chi non crede a rivedere il suo non credo. Non volevamo più allontanarci da quel posto,ma purtroppo, con gli occhi pieni di lacrime, è arrivato il giorno tanto odiato, di salutare quella Terra, ma il nostro era solo un arrivederci. Ci siamo allontanati solo fisicamente, ma non col cuore……

La speciale Stella cometa è ritornata da dove è partita, e cioè all’aeroporto di Malpensa carica di gioia e di appagamento, e anche di molti occhi pieni di lacrime.

Che cosa mi ha colpito di più del nostro pellegrinaggio? In verità,in verità vi dico……non c’è una cosa che mi ha colpito in particolare: non posso fare una hit parade, ripercorrere le strade che ha percorso Cristo durante la sua vita terrena……beh!Non ci sono parole per descrivere la gioia che si prova nel cuore, gioia che non ti fa sentire per niente la stanchezza.

Un viaggio nella terra Natale di nostro Signor Gesù Cristo ha un valore inestimabile, vale più di tutto, più delle notti insonni che ti fa passare il tuo compagno di stanza russando, più della stanchezza fisica che ti senti quando alla fine della giornata vai a letto e non hai neanche la forza di parlare,più di tutte le ore di attesa in aeroporto sperando che annuncino il tuo volo, più di tutto l’oro di questo mondo

Siamo tornati da poco e ora il compito che ci è stato affidato da Gesù è di diffondere la nostra esperienza, e di stimolare chi ci circonda trasmettendo il forte desiderio di viverla.

Ora posso dire: Anch’io c’ero!

Dio? Non c’è posto per lui!

Scritto giovedì 10 dicembre 2009 da Alessandro Martinelli.

Oggi, cerchiamo di confinare il Signore per la Domenica , nella nostra Chiesa…Forse, la Domenica sera…E, nell’eventualità molto improbabile, di una funzione intersettimanale.
Però ci piace averlo intorno quando ci sono malattie…E naturalmente durante i funerali. Comunque, non abbiamo tempo, o spazio per Lui durante il tempo del lavoro o di svago… Perchè Quelle cose fanno parte della nostra vita, dove noi pensiamo che possiamo, e dobbiamo farcela da soli.

Perchè ci sentiamo assonnati mentre stiamo in chiesa e appena usciti siamo cosi desti? Perchè è cosi difficile parlare di Dio mentre è cosi facile parlare di cose scabrose? Perchè è cosi noioso leggere una rivista Cristiana mentre è cosi facile leggere robaccia? Perchè le chiese diventano sempre meno mentre i pub e ritrovi notturni diventano sempre più numerosi?

Non è strano come la gente possa scartare Dio e poi chiedersi come mai il mondo sta andando a rotoli? Non è strano che alcune persone possono dire “Io credo in Dio” ma ciò nonostante seguire Satana (che, guarda caso, anche lui “crede” in Dio)? Non è strano che io posso avere più paura dell’opinione che hanno gli altri su di me di quella che ha il Signore?

Possa, il Signore, perdonarmi per aver potuto pensare che c’è un tempo o luogo dove LUI non deve essere al PRIMO posto nella mia vita. Dobbiamo avere il tempo di ricordare tutti ciò che LUI ha fatto per noi. Gesù disse: “Se ti vergogni di me, Io mi vergognerò di te davanti al Padre mio.’
Io amo il Signore.LUI è la sorgente della mia esistenza e mio Salvatore.Posso far fronte a tutte le difficoltà perchè Cristo me ne da la forza. (Filippesi 4,13)

Vedere con gli occhi del cuore

Scritto giovedì 10 dicembre 2009 da Alessandro Martinelli.

Occorre dire che tutti noi (e con tutti dico proprio tutti, nessuno deve sentirsi escluso), chi piu chi meno ha degli handicap; perché non bisogna pensare che se una persona cammina e vede è perfetto…..anzi…..

Certo! Non v’è ombra di dubbio che l’handicap di non deambulare o l’handicap visivo, è veramente un grosso ostacolo, ma……come si dice: gli ostacoli sono fatti per superare, e non per FARCI SUPERARE da essi.

Gli “ostacoli” servono per farci maturare,sia noi, che quelli che ci stanno vicino.

Ci sono veramente tante persone che si “nascondono” dietro la propria “malattia”, la usano come strumento di DIFESA, ma soprattutto di OFFESA nei confronti di quelli che gli stanno attorno….INVECE NO!!! La propria “disabilità”,per tanto grave che sia, deve essere strumento di CONFRONTO, in quanto ognuno di noi ha sempre qualcosa da imparare e da dare all’”altro”..

Bisogna arrivare a capire che non servono le gambe per camminare o non servono gli occhi per vedere…….SERVE IL CUORE.

Ognuno di noi dentro di sé ha un TALENTO, qualcosa di prezioso,stà a noi scoprirlo e metterlo a disposizione degli altri, perché se tu hai qualcosa e non la trasformi in dono, presto ti deluderà

“Gratuitamente ci è stato dato e gratuitamente noi dobbiamo dare agli altri”.

Bisogna essere noi un “problema” per i nostri problemi, ricordando che Dio ci ama per come siamo interiormente, e non se siamo belli,sani e forti.

Ragazzi……quando riusciremo a capire che nessuno è perfetto (Cristo ci chiede di essere perfetti solo nell’amare), e soprattutto che per ogniuno di noi Dio ha un suo progetto di vita….e quando (cosa più difficile) riusciremo ad accogliere dentro di noi questo suo progetto… beh! Allora ci sarà molta, ma molta più felicità in questo mondo!