CRH “G. Tonini” di Brescia

Attività svolta sabato 15 novembre 2008 alle ore 14:30. Letto 297 volte.

Terzo appuntamento stagionale al Centro Residenziale Handicappati “G. Tonini – G. Boninsegna” di Brescia.

Come ogni volta tutti i membri del gruppo “Una Luce nella Notte” si sono dati appuntamento alle ore 14:30 nel cortile dell’Oratorio Canossiano di Via San Martino a Brescia, prima di partire per i rispettivi istituti. Noi ovviamente non c’eravamo.

Tra cambi d’auto e inseparabile ritardo abbiamo raggiunto il resto della comitiva direttamente sulla Maddalena.

All’ingresso, come al solito, ci stava aspettando Elena, la manager del centro, per accompagnarci all’interno dell’istituto.

Gli utenti erano già arrivati e si stavano sistemando nella stanza, pronti per trascorrere la giornata insieme.

Cominciamo ascoltando a tutto volume un bel cd musicale di canzoni spensierate, dal ritmo latino-americano. Spostiamo i tavoli, sistemati al centro, contro il muro e creiamo una specie di pista da ballo in mezzo alla sala.

Per circa 15 minuti cerchiamo di coinvolgerli nella frenesia del momento, in modo da catturare la loro attenzione, quindi abbassiamo il volume e proponiamo i giochi del giorno.

In primis, abbiamo illustrato come si può giocare a basket con un canestro vivente in movimento.  Ovvero ognuno di noi, a turno, ha preso in mano il cestino di plastica, pulito e appena comprato, e, mentre girava per la stanza, faceva quasi da bersaglio per i ragazzi, che, divisi in due squadre, con palline di gomme, dovevano centrare l’improvvisato canestro.

Il gioco è continuato per circa una mezz’oretta, prima di rimettere la musica ad un volume più elevato per riprendere a muoversi e a ballare.

Così arriva la merenda. Il momento più desiderato dell’intero pomeriggio. Facciamo sedere i ragazzi in cerchio, e passiamo con vassoi di biscotti e  bibite varie, in fila indiana, così da far partecipare tutti al banchetto.

Dopo un’altra mezz’oretta di pausa, spostiamo un tavolo al centro della stanza per iniziare il gioco del bowling. Bottiglie di plastica vuote come birilli, e le solite palline di spugna come arma di lancio.

Gara individuale, dove uno dopo l’altro, i ragazzi si sfidano per uno strike.

Concludiamo la giornata verso le 18, quando Bruno impugna la chitarra per intonare le canzoni finali, canticchiate un po’ da tutti.

Baci, abbracci, e via di corsa in macchina verso Via Valbottesa, dove già ci aspettavano gli altri volontari pronti per il momento spirituale, diviso nel gruppo del corpo e quello della mente.

Da una parte proseguono gli esercizi di introspezione, dall’altra si discute del contenuto di “Korogocho”, un libro scritto da Padre Alex Zanotelli.

Cena, preghiera, canti finali, e poi tutti alla Wuhrer, fino a tardi, per gustare una birra in compagnia.

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