Grest Romania 2006 – Le Mie Impressioni…
Scritto sabato 26 agosto 2006 da Bruno Zanotti. Letto 983 volte.La settimana successiva di grest è letteralmente volata via rispetto alla prima. C’è stato bel tempo, a parte forse i primi due giorni dove ha piovuto ancora un po’, e siamo riusciti a fare più attività all’aperto anche con i bambini più piccoli.
La sera del giorno prima della partenza a “Casa Margherita” c’è stata un festa di chiusura del grest, erano invitati tutti i ragazzi più grandi, alcuni loro genitori e gli amici di Giorgio (ribattezzato “el maghér”, provate ad indovinare perché dalle foto). C’era anche la musica di due artisti romeni che ci hanno anche gentilmente concesso di fare qualche canzone con la chitarra amplificata; così anche a Telechiu hanno sentito un po’ di Dylan e di Battisti.
Non ho ancora parlato delle serate del dopogrest, forse perché in linea di massima non si è fatto molto, a parte i primi giorni, tutti eravamo piuttosto stanchi; eh!, correre dietro a 80 bambini in una dozzina di persone per 4 ore filate non è certo semplice. Mi sono però piaciuti molto quei pochi momenti dove ci siamo ritrovati a cantare e suonare la chitarra insieme, oltre a me anche Laura aveva portato la chitarra, e poi c’erano il Bongo e le Maracas del Mariz. Penso infatti che la musica avvicini le persone più di quanto non si creda.
Ci sono stati un po’ pochi momenti di dialogo fra di noi, al di fuori dell’ambito grest, e questo mi dispiace. Ma non sono certo io che dovrei lamentarmi di questo, dato che sono forse il primo ad essere un po’ riservato e introverso; ma come cantava Tenco: “Io sono uno che parla troppo poco, quest’è vero, ma nel mondo c’è già tanta gente, che parla, parla, parla sempre, che pretende di farsi sentire e non ha niente da dire”.
Quello che comunque mi è rimasto di più nel cuore di questa esperienza sono gli sguardi pieni di gioia dei bambini il primo giorno del nostro arrivo, e pieni di lacrime alla partenza, bambini che mi sarà difficile dimenticare, e che son sicuro, stanno già aspettando, come me, il grest del prossimo anno.