Immagini dall’Ucraina
Scritto domenica 10 agosto 2008 da Alberto Marizzoni. Letto 910 volte.Guardo intensamente quella giovane ragazza vestita da suora. All’interno di una nuovissima casa di riposo per anziani, sta spiegando l’utilizzo della struttura. La osservo, stupito. Occhi neri, tratti indiani. Non sono in via S. Faustino a Brescia. All’inizio penso sia una religiosa di origine zingara, ma poi presentandosi, parla della sua città natale: Nuova Delhi. E’ arrivata in Ucraina per decisione del suo istituto religioso con sede in Germania. Tutto l’edificio è un lascito di un vecchio signore tedesco, guarito da un male incurabile grazie alle preghiere di alcune suore di quell’ordine.
Alla mensa per i poveri di Berehovo osservo due persone arrivate contemporaneamente. Il primo lunga barba e capelli grigi, di mezza età. Il secondo, più giovane, vestito con un vecchio completo elegante. Credevo fossero insieme. Invece mi accorgo, durante la cena, che nemmeno parlano la stessa lingua. Non riescono a comunicare. Purtroppo la Transcarpazia è così. Otto etnie, mal integrate, che vivono in un piccolo territorio con poco più di un milione di residenti. La maggioranza rutena convive con forti minoranze ucraine, ungheresi e rumene, oltre ad altri gruppi zingari, russi, slovacchi e tedeschi. Ognuno parla la sua lingua e mantiene determinate tradizioni.
Una curva e una rapida frenata mi riportano alla realtà. Mi desto repentinamente. Cerco lo sguardo di qualche compagno di viaggio, ma nulla. Sono più o meno tutti nelle mie condizioni.
Allora tento di dormire. Chissà che le immagini raccolte in questa esperienza non mi facciano riflettere ulteriormente sulle diverse condizioni di vita, presenti non lontano dalla ricca Europa occidentale.