Invidia

Scritto venerdì 2 giugno 2006 da Alberto Marizzoni. Letto 278 volte.

Invidia, quale reale significato può avere questa parola nella vita di tutti i giorni?

È l’invidia che governa le nostre relazioni? Oppure è soltanto un impulso negativo poco influente nella condotta quotidiana?

La discussione è partita da Elisa, che ha sottolineato la presenza dell’invidia in tantissime relazioni sociali. L’invidia, a suo avviso, è la spiegazione ultima di tanti comportamenti non comprensibili altrimenti, ed essendo un sentimento provato da moltissime persone, influisce direttamente anche sulle amicizie e sugli amori. Non solo, sempre secondo il suo parere, il termine invidia ha anche un significato positivo, ed in questa accezione, è fonte di ammirazione e stimoli.

Marta ha espresso un punto di vista simile: evidenziando il fatto che nella maggior parte delle persone il proprio individualismo porta sempre a dei confronti. L’invidia, quindi, diviene conseguenza della naturale competizione scaturita da questi confronti.

Claudio ha affermato che tutto dipende dalla singola persona, anche se l’invidia è più un campo di rivalità femminile.

Il vocabolario, dal canto suo, dà una duplice spiegazione per invidia. Primo: sentimento di rancore e di astio per la fortuna, la felicità o le qualità altrui, spesso unito al desiderio che tutto ciò si trasformi in male. Secondo: senso di ammirazione per i beni o le qualità altrui, unito al desiderio di possederne in egual misura.

Io voglio proporre una mia visione dell’invidia. Probabilmente sarà sbagliata, e talmente personale da risultare, per qualcuno, inconcepibile. Ma provo lo stesso a spiegarmi.

L’immagine figurativa che crea nella mia mente la parola invidia è esclusivamente negativa. Non riesco a relazionarla con il concetto di ammirazione. Sarà, forse, l’uso che ne faccio, ma il suo significato mi porta solo a collocarla nell’anticamera della gelosia. E non solo in termini di amore.

Personalmente ritengo l’invidia un sentimento assurdo, gretto, ideato quasi per diffondere malignità tra le persone. Non pochi ne sono vittime. Tuttavia non riesco a considerarla un fattore così vincolante da influenzare il modo di vivere comune. A mio avviso l’utile, nelle relazioni sociali, è molto più evidente dell’invidia. Molte cose nei rapporti quotidiani dipendono dal proprio interesse. Più, che rispetto all’invidia.

Credo, anche, che, alla base di questo sentimento ci siano interessi in gioco. Mi chiedo, per esempio, se l’invidia non sia lo sfogo della propria imperfezione.

Affermo, insomma, che la logica dell’interesse è più forte, anche se, naturalmente, non è l’unico impulso che guida l’uomo.

Voi che ne pensate?

Mi piacerebbe che tutti i lettori del sito partecipassero alla discussione per esprimere la loro opinione.

3 commenti a “Invidia”

  1. Alessandro Martinelli dice:

    Sono pienamente d’accordo con la tua concezione dell’invidia, Mariz, essa infatti è un sentimento molto negativo e non può coesistere in un rapporto di amicizia. Provare invidia per una persona vuol dire non accontentarsi di quello che si ha, non stare bene con sè stessi, non accettarsi, avere dei complessi di inferiorità. Per quanto mi riguarda, l’invidia non è un sentimento che mi appartiene, io sto bene come sto, con i miei pregi e i miei difetti e non invidio altre persone solo perchè, ad esempio, hanno un carattere migliore oppure un conto in banca a 9 cifre.

  2. NeraSmile dice:

    …non sono pienamente d’accordo…ma tu potrai rispondermi che è perchè ho solo 17 anni… cosa che mi avete risposto tutto ieri sera…

    aparte gli scherzi…visto? hai chiesto di scriverti? e detto fatto!

    a mio avviso in ogni caso l’invidia può essere positiva, certo in piccole dosi, però vero è che quando sei invidioso di una persona perchè è meglio di te in qualcosa, vero che può diventare fastidioso come sentimento, ma può anche spronarti a cambiare in meglio, a migliorarsi e non accontentarsi mai, non dico che bisogna stare male per questo, ma allo stesso tempo non smettere mai di chercare ciò che si ama, finiremmo per amare ciò che troviamo…e non sempre è la scelta migliore se nata da un atto di presunzione perchè ci andiamo bene così e non c’è niente di meglio di noi stessi… una via di mezzo non esiste per voi?

    insomma per la Massy e la paola: gli uomini o sono puttanieri o sfigati, e adesso mi dite che o si è gelosi quindi maligni o si è presuntuosi accettandosi così come si è senza desiderio di migliorare. non ci vedo niente di male a vedere nell’altro un ideale di "perfezione", l’invidia porta anche a scoprire interessi nuovi e impensati, che prima di esserne invidiosi neanche ci passava per la mente.

    In fondo "l’invidia è il pepe della vita…un pizzico da più sapore! "certo è anche vero che "troppo rende il piatto inmangiabile" e comunque io differenzio gelosia e invidia in maniera totale, un esempio stupido: uno può essere invidioso di un amico perchè ha tanto successo con le donne, ma non ne è geloso in quanto non ama ne lui ne queste tipe,. o senza parlare di amore: uno può essere geloso delle proprie cose…ma non invidioso!

    vabbhe…termino questo turpiloquio…perchè non vorrei essere fraintesa data la mia incapacità di esprimermi…spero che qualcuno possa capire qualcosa… sempre che non si annoi prima di finire di leggere…caspio ho scritto un botto !!!! sorry…di solito sono molto più sintetica…

    alla prossima nico

  3. Bruno Zanotti dice:

    Io invece sono daccordo con il Mariz, ma nello stesso tempo capisco il discorso di nico anche se credo che abbia un pò frainteso il significato del termine; spesso infatti, parlando di "Invidia" è facile che nascano delle incomprensioni etimologiche.

    Leggendo sul dizionario enciclopedico si trova:

    L’invidia è un sentimento malevolo nei confronti di un’altra persona o gruppo di persone che possiedono qualcosa (concretamente o metaforicamente) che l’invidioso non possiede.

    Essa si caratterizza come desiderio ambivalente: di possedere ciò che gli altri possiedono, oppure che gli altri perdano quello che possiedono. L’enfasi è, quindi, sul confronto della propria situazione con quella delle persone invidiate, e non sul valore intrinseco dell’oggetto posseduto da tali persone.

    L’invidia pertanto viene spesso confusa con l’avidità ovvero il desiderio di possedere beni materiali (a prescindere che questi appartengano o meno ad altri); O anche descritta come gelosia, sebbene quest’ultima sia generalmente intesa come ostilità nei confronti di chi potrebbe sottrarre al geloso qualcosa che questi già possiede.

    Diciamo che l’invidia è la versione negativa dell’ammirazione.

    Quello che può spronarci a migliorare infatti, può essere proprio l’ammirazione verso qualcuno che ha capacità o talenti superiori ai propri.

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