Progetto “Roma 2008″

Attività svolta martedì 18 marzo 2008 alle ore 18:00. Letto 640 volte.

Purtroppo, a metà del viaggio, un’imbarcazione è affondata. Mancavano, probabilmente, voglia e motivazioni.

Siamo rimasti soli: nove capitani per mantenere l’impegno.

Con questo equipaggio abbiamo ideato e scritto il copione, pensato alla scenografia e ambientato la storia in un contesto reale, nel quale molti si potevano identificare.

Pensavamo di avere una base solida, su cui poter contare, per arrivare, in tempo, a destinazione.

Ma così non è stato. Alla prima burrasca siamo rimasti in cinque, di cui, però, due, non utilizzabili ai fini dello spettacolo.

Così, in tre, abbiamo cercato di proseguire nel viaggio.

Ma il mare era immobile. Non c’era vento e le nostre vele erano ridotte ad un groviglio di brandelli. Per parecchio tempo siamo rimasti in balia delle onde, che ci sballottavano a destra e a sinistra senza arrivare a niente.

Poi, finalmente, la svolta. Riusciamo a cavalcare un’onda differente dalle altre, più alta e piena di energia. Impostiamo la rotta nella sua direzione. In breve tempo avvistiamo terra. Non è la nostra meta, ma un ridente paesino nel quale poter rifocillarsi, fare scorta di provviste, riparare lo scafo e trovare un nuovo equipaggio, disposto a condividere le stesse emozioni.

Pertanto, dopo qualche di giorno di riposo, partiamo alla ricerca di nuove persone. Passeggiamo per vie e piazze, visitiamo taverne e locali. Volta per volta qualcuno è attratto dalla nostra proposta. Nuovi elementi si aggiungono al gruppo, che diventa sempre più grande.

Non c’è uniformità di adesione. All’interno della comitiva decidono di farvi parte individui molto diversi tra loro: ballerine e studenti, ex pirati e soldati.

Ora a bordo siamo quindici capitani.

Il tragitto verso la meta sembra più semplice. Anche se la tabella di marcia ci pronostica sempre un netto ritardo. Tuttavia lo stato d’animo è cambiato. Le condizione del mare sono cambiate. “Soffia uno strano vento, dalla parte dove sorge il sole”, e noi ci lasciamo trasportare.

Le vele ricucite e sistemate, si aprono in tutta la loro dimensione.

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