Resoconto della Mia Esperienza in Romania

Scritto mercoledì 13 settembre 2006 da Alberto Marizzoni. Letto 926 volte.

Esattamente uguali si presentavano queste abitazioni, tutte costruite negli anni più bui della storia rumena, dove la libertà e il diritto di espressione erano solo una lontana chimera. Eppure, nonostante il livellamento che avrebbe dovuto procurare il dannoso ed ingiusto sistema comunista, c’erano differenze macroscopiche, addirittura in un paesino di mille-duemila abitanti come Telechiù. Per cominciare esisteva sia il quartiere dei ricchi che la baraccopoli. Ovvero ville maestose a confronto di costruzioni rifinite con paglia e mattoni d’argilla. 

Per non parlare delle differenze nei vestiti. Si vedevano ragazzini coperti di griffe all’ultimo grido e adulti i cui abiti erano una forma indistinta di macchie e strappi.

Sfortunatamente le diversità non finiscono qui. In Romania esiste un grande problema zingari. Ce ne sono molti e male integrati. Due popolazioni quasi a confronto, che nella nostra provincia, arrivavano a tre, vista la forte minoranza ungherese. 

La non facile convivenza produceva per certi versi culture opposte. E persino i comportamenti dei bambini ne risentivano. Ad esempio i piccoli rumeni erano più timidi e impacciati rispetto ai coetanei zingari, molto più vivaci e maliziosi.  

Tra le tre etnie, ad ogni modo, gli zingari erano quelli che stavano peggio e gli ungheresi i più ricchi. Gli zingari non abitavano nemmeno all’interno del paese, se ne stavano in una bidonville a poche centinaia di metri di distanza dalle altre case. 

Noi, invece, eravamo alloggiati in una struttura di accoglienza per minori, “Casa Margherita”, costruita appositamente per ospitare orfani, o bambini in affido, a causa della difficile situazione dei genitori. Edificata interamente da volontari italiani, dopo la decisione del governo rumeno di chiudere molti orfanotrofi con il conseguente risultato di popolare le strade di tanti nuovi piccoli inquilini. 

Era bellissimo questo edificio, di un giallo sgargiante, in netto contrasto con le abitazioni locali. Ideale per me perchè avevo a disposizione tutti i comfort possibili: dalla doccia, usata ogni giorno viste che le condizioni in cui si tornava dal grest, alla luce, al gas. E in fondo ciò non mi faceva sentire nemmeno troppo lontano da casa.  

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