Soldato che fuggi

Articolo inserito mercoledì 26 aprile 2006. Letto 230 volte.

La flora s’innalza maestosa,sbarrando timida,
il passo del soldato stanco.

La divisa lacera sgomita cespugli pesanti
che frenano l’intercedere rapido,
e il vento s’insinua tra i rami,
confondendo gli echi sordi,
che non giungono sotto il pesante elmo metallico.

Il sole soffoca l’aria afosa,
abbagliando l’orizzonte oscuro con un riflesso di piastrina,
e la terra negra assorbe, nemica, il cuoio dell’anfibio bardato.

Chi è nato sotto lo stesso cielo
ma indossa colori avversi
compare alle spalle,
fuggitivo alleato della natura sua complice.

La paura stessa che sorge in uno,
tramonta nell’altro sguardo,
col tonfo morto della fine celebrato dai pennuti.

Due bandiere sullo stesso pennone sventolano, ora,
fiere in cime o fiacche a mezz’asta:
il gioco, terminato, è ladro di vite e coscienze,
che due bimbi ha segnato.

Che ogni sfumatura sbiadisca dal vessillo d’appartenenza
e ci riconduca alla medesima origine:
l’uomo.

by Alessio Rosin

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