Un Giorno Dopo l’Altro…

Scritto lunedì 12 marzo 2007 da Bruno Zanotti. Letto 583 volte.

Un giorno dopo l’altro è forse la canzone più malinconica e triste scritta da Luigi; rappresenta il continuo logorio del tempo, della routine, dell’abbandono che, spesso, troppo spesso, colpisce chi si trova in una situazione difficile, e vive, un giorno dopo l’altro, la stessa vita.
Anche quando gli occhi si alzano e cercano di reagire, di scoprire quell’avvenire che avevano sognato, alla fine si richiudono nel pensiero che quello che cercano… ormai è quasi passato.
I giorni passano, senza riuscire a intravedere un’appiglio, un sostegno, un minimo di speranza…
Speranza che, alla fine, si trasforma anch’essa in una amara abitudine.

Il brano viene cantato, alla fine del I° atto, da un mendicante, artista di strada, seduto accanto ad un muretto in una delle tante piazze del nostro paese.
Simbolo della povertà e dell’abbandono; ma soprattutto simbolo della stanchezza d’animo, che si rispecchia negli stessi sentimenti che prova anche il protagonista dell’opera teatrale: il ragazzo indeciso, che non sa se continuare la sua vita di tutti i giorni nascondendosi dietro un muro di ipocrisia, oppure alzare lo sguardo e cambiare strada, seguendo il suo vero pensiero, trovando in questo modo il senso della propria vita.

Non vi annoierò ancora con altri discorsi per farvi capire per quale ragione ho scelto questa canzone.
Tenco riusciva, e riesce ancora oggi, da solo, a trasmetterci tutte queste grandi emozioni, semplicemente con le parole delle sue canzoni.

Senza tanti fronzoli, luci, costumi e fiori.

Luigi diceva <<No, non ci siamo sa? Perchè, se lei va avanti con certi discorsi allora… Si finisce di nuovo con la scenografia, con l’antiquariato…
Le parole, le parole, soltanto le parole bastano per fare una canzone che sia veramente vera, giusta, moderna. Non c’è bisogno di altro. Bastano le parole.>>

Un commento a “Un Giorno Dopo l’Altro…”

  1. Teresa dice:

    ciao Bruno!
    …SI forse sei uno dei pochi della nostra generazione che sanno amare Tenco… Però non l’unico perchè a me piace un sacco!
    Grazie di avermi fatto ricordare il sapore delle sue parole.

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