Un Giorno Qualcuno Ti Chiederà…
Scritto lunedì 19 marzo 2007 da Bruno Zanotti. Letto 1.707 volte."… Cosa pensi dell’amor?"
Così iniziava una indimenticabile canzone degli anni ’60, scritta dal complesso dei Giganti dal titolo: “Tema”.
Tema, per l’appunto, della riflessione che le madri canossiane ci hanno proposto per la consueta giornata mensile del gruppo: “Una luce nella notte”.
L’argomento è stato scelto prendendo spunto dal messaggio di Papa Benedetto XVI, rivolto a tutti i giovani per la Giornata Mondiale della Gioventù; messaggio che si apre con una domanda: “E’ possibile amare?”.
La risposta, anche se per molti potrebbe sembrare scontata, non lo è. Pensiamoci bene, al giorno d’oggi, quante persone sanno veramente cosa significa amare? Ma non parlo solo di amore inteso come l’amore romantico o platonico tra individui di sessi diversi (o dello stesso sesso); già, perché in termini etimologici, la parola italiana “amore” può assumere innumerevoli significati, e ognuno di essi può essere interpretato in modo differente da persona a persona.
I termini utilizzati nelle lingue antiche per definire i vari sensi con cui attualmente si usa la parola "amore" sono più numerosi e perciò più precisi, rispetto all’italiano (e rispetto anche a molte altre lingue moderne):
In greco per esempio:
- philia indica l’amore tra amici o l’interesse verso qualcosa
- eros definisce l’amore sessuale
- agape è amore incondizionato, anche non ricambiato, spesso con riferimenti religiosi: è la parola usata nei vangeli
- storge è l’amore familiare
Altro esempio è l’ebraico, che include la parola ahava per "affetto" e "favore", o la parola khesed che combina i concetti di "affetto" e "compassione" e viene talvolta approssimativamente tradotta con "tenerezza".
Parlando del significato di amore, inteso come philia (verso gli amici) o storge (verso i familiari), devo dire che purtroppo al giorno d’oggi, guardandomi intorno, vedo ben poche persone che ne comprendono il vero significato, e ancora meno che riescono ad applicarne i veri principi concretamente.
La realtà moderna è dominata da emozioni forti e immediate, che non richiedono sforzi per essere raggiunte; il mondo è sempre più spesso governato da una frenesia e un continuo mutamento di idee per scopi egoistici e quindi risulta orientato all’acquisizione del solo scopo di ottenere benefici esclusivamente personali.
Questa costante tendenza finisce per sopprimere e relegare l’amore ad una cosa di secondaria importanza.